Intesa-Ubi via al confronto sulla cessione
In provincia di Bergamo 84 filiali a Bper

Avviato il confronto della vendita del ramo d’azienda che interesserà oltre 5mila lavoratori. Nella nostra provincia 84 filiali diventeranno Bper di queste 77 di Ubi e il restante di Intesa San Paolo. Solo in città cambieranno insegna 18 sportelli

Si è tenuto in queste ore il primo incontro sulla cessione del ramo d’azienda a Bper conseguente all’acquisizione di UBI da parte di Intesa Sanpaolo: «Oggi al tavolo è stata descritta l’operazione da parte delle tre aziende, con un’informativa che ha rivelato i dettagli delle cessioni, con l’elenco delle unità produttive cedute. Complessivamente saranno coinvolti 5.107 lavoratori» ha spiegato poco fa Pierangelo Casanova, referente nazionale Fisac-Cgil per il gruppo UBI e segretario generale della categoria Cgil dei bancari di Bergamo.

Per Ubi, in particolare, saranno ceduti 587 punti operativi della rete, di cui 455 filiali con autonomia contabile e 132 prive di autonomia, per complessive 4.413 persone; sono inclusi coloro che pur non appartenendo alle filiali curano la relazione con le diverse tipologie di clientela che vi è radicata, per un totale di 247 persone che gestiscono clientela Private, Corporate e Large Corporate.

Saranno inoltre cedute funzioni ritenute necessarie a garantire l’operatività delle filiali oggetto di cessione, gestite nelle Mat e in alcune strutture di sede centrale sia di Ubi che di Ubis (rispettivamente 314 e 85 lavoratori). Per Intesa Sanpaolo la cessione coinvolge 31 filiali retail e 2 sportelli senza autonomia contabile nonché 6 filiali e 16 distaccamenti exclusive.

«In provincia di Bergamo sono 84 le filiali cedute a Bper, di cui 77 di Ubi Banca (oltre la metà degli sportelli attuali). Solo in città cambieranno insegna ben 18 sportelli» prosegue Casanova. «Purtroppo mancano al momento alcuni elementi di dettaglio relativi in particolare a strutture che saranno solo parzialmente oggetto di cessione a Bper. Il confronto relativo alle ricadute sui lavoratori inizierà con il prossimo incontro previsto per il 24 novembre. In quella sede come Fisac-Cgil avanzeremo in via preliminare una serie di richieste di chiarimento sul perimetro del ramo d’azienda e sulle motivazioni che hanno guidato la sua costituzione. Si tratta di un’operazione che, unitamente all’integrazione di UBI in Intesa Sanpaolo, modifica profondamente il panorama del settore finanziario nel nostro Paese. Non possiamo inoltre dimenticare che l’iniziativa viene attuata nel mezzo di una situazione di grave emergenza sanitaria, aggiungendo alle incertezze che tutti stiamo vivendo anche quelle che derivano dai cambiamenti lavorativi e di azienda. Garantiremo il massimo impegno per tutelare l’occupazione, i diritti contrattuali, la professionalità e le condizioni di lavoro di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti».

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