Lunedì 03 Febbraio 2014

La Lactalis chiude l’ex Invernizzi

Caravaggio, a rischio 218 lavoratori

Lo stabilimento dell’ex Invernizzi di Caravaggio

In occasione dell’incontro in Assolombarda avvenuto lunedì 3 febbraio, il Gruppo Galbani Lactalis, ha comunicato l’esigenza di un nuovo piano industriale che, partendo dalla necessità di ridurre i costi industriali, prevede la chiusura dello stabilimento di Caravaggio (Bergamo) che occupa 218 dipendenti e il reparto Gorgonzola di Introbio (Lecco) che occupa 8 dipendenti.

L’azienda ha dichiarato di riallocare i volumi produttivi all’interno del gruppo Lactalis/Galbani Italia ricollocando i lavoratori negli stabilimenti che acquisiscono quelle produzioni (Casale Cremasco, Certosa e Corte Olona).

Il coordinamento unitario esprime un giudizio estremamente negativo in quanto tale decisione modifica sostanzialmente la strategia del gruppo francese decidendo di intervenire in modo drastico sulla struttura Lactalis\Galbani in Italia. Fai, Flai e Uila e il Coordinamento hanno pertanto deciso di dichiarare lo stato di agitazione con il blocco di tutti gli straordinari; l’avvio immediato di una campagna d’informazione generalizzata in tutti gli stabilimenti, la richiesta d’incontro urgente all’azienda e a tutti gli Enti Locali direttamente e indirettamente coinvolti. Il coordinamento, anche in relazione a come si evolverà la vertenza, si riserva di assumere ulteriori e più incisive iniziative.

«Siamo fortemente preoccupati per l’annuncio della chiusura dello stabilimento ex Invernizzi di Caravaggio» dichiara Antonio Misiani, deputato bergamasco del Partito Democratico. «La decisione di Lactalis è una pessima notizia per il nostro territorio, che mette a rischio numerosi posti di lavoro a partire da quelli a tempo determinato e colpisce duramente l’indotto che lavora per il sito produttivo. E’ necessario fare il massimo sforzo per modificare queste scelte e salvaguardare l’occupazione: gli strumenti ci sono, bisogna metterli in atto attraverso il confronto tra le parti sociali e il coinvolgimento delle istituzioni locali».

L’IMPEGNO DELL’ASSESSORE REGIONALE MELAZZINI

“Ho incontrato l’amministratore delegato del Gruppo Lactalis Italia J. Marc Bernier, che mi ha assicurato di voler salvaguardare tutti i posti di lavoro e attuare un piano che rilanci le strutture produttive lombarde. Regione Lombardia, in questo momento molto vicina ai lavoratori, prende atto delle intenzioni dell’azienda con l’obiettivo di mettere a disposizione ogni strumento che possa avere ricadute positive in particolar modo sui territori interessati dalle previste chiusure”.

DA 6 A 5 STABILIMENTI - Con queste parole l’assessore alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia Mario Melazzini ha commentato il piano di intervento della Lactalis Italia, azienda leader nel mercato dei formaggi e dei salumi, che prevede la concentrazione della capacità produttiva in 5 stabilimenti lombardi dai 6 esistenti, con la chiusura dello stabilimento di Caravaggio (Bergamo)e del reparto di confezionamento di gorgonzola dell’impianto di Introbio (Lecco).

BENE TUTELA POSTI DI LAVORO - “Per Regione Lombardia - ha detto Melazzini - è certamente un segnale positivo che l’azienda abbia deciso di tutelare i livelli occupazionali, offrendo la possibilità a tutti i dipendenti degli stabilimenti di Caravaggio e dell’impianto di Introbio di essere ricollocati nelle altre strutture lombarde. E’ altrettanto importante che il Gruppo Lactalis abbia voluto mantenere la produzione in Lombardia, territorio che si conferma fortemente competitivo e attrattivo”.

CAPACI DI ATTRARRE REALTÀ ECCELLENTI - “Colgo inoltre l’occasione - ha concluso Melazzini - per evidenziare che il gruppo francese vanta in Lombardia lo stabilimento più grande e il suo centro di ricerca più importante. Tutto questo a testimonianza che la Lombardia è capace di attrarre realtà eccellenti che, con le nostre politiche sulla competitività, intendiamo valorizzare fortemente”.

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