Mercoledì 06 Novembre 2013

Pinco Pallino, nuovo investitori

Arriva Carlo De Benedetti

La vetrina di un negozio Pinco Pallino

Non c’è solo il rilancio di Foppolo negli investimenti bergamaschi della famiglia De Benedetti. L’Ingegnere ha investito, infatti, con una quota di minoranza nella società che controlla Pinco Pallino, la maison di abbigliamento per bambini di Entratico, impegnata in un piano di riorganizzazione e sviluppo che passa dalla crescita in Oriente.

E a differenza di Foppolo, dove la partecipazione (sempre di minoranza) è in capo alla Cir, fondata da Carlo De Benedetti ma oggi in mano ai figli, nel caso di Pinco Pallino l’operazione fa riferimento direttamente all’Ingegnere che, tramite la sua finanziaria Romed, è entrato con una quota attorno al 18% nella società veicolo del fondo Opera che controlla l’azienda di moda bergamasca.

L’investimento finanziario di De Benedetti arriva nel momento in cui Pinco Pallino (13,5 milioni il fatturato 2012) sta puntando forte sulla crescita in Asia. Il percorso di sviluppo nel Far East è sostenuto dall’alleanza strategica con Lunar Capital, operatore di private equity con base a Shanghai che con Pinco Pallino ha fatto il suo primo investimento in un brand europeo.

Lunar Capital ha tra i suoi investimenti in portafoglio Yeehoo, catena cinese di abbigliamento per bambini con più di mille punti vendita. Come previsto dai piani annunciati a gennaio, Yeehoo è entrata in Pinco Pallino con una quota di minoranza, nell’ordine del 20%, a fianco della società veicolo del fondo Opera (che da tre anni controlla la realtà bergamasca, dopo averla rilevata dalla famiglia Cavalleri). Con la stessa Yeehoo, Pinco Pallino ha inoltre costituito una joint-venture per operare sul mercato asiatico: si chiama Yeehoo Pinco Pallino limited, controllata al 51% dal partner cinese e per il 49% della società bergamasca.

Il primo risultato è stata l’apertura a settembre di una boutique di Pinco Pallino a Shanghai.

A breve, si parla già di fine mese, è previsto lo sbarco a Pechino e nel giro di poco tempo ci sarà un’altra apertura a Tianjin, nel nord est della Cina. Il piano di sviluppo annunciato in occasione dell’ingresso di Lunar Capital prevede l’apertura di 50 punti vendita in cinque anni, tra monomarca e corner in department store di primo piano, in Cina, Hong Kong, Giappone, Corea, Macao, Singapore e Taiwan.

Sul piano operativo, nella base di Entratico, dove sono occupate 62 persone, è recente l’avvio della Cassa integrazione straordinaria, dopo che si è concluso il contratto di solidarietà rimasto in vigore per un anno e che aveva portato a riduzioni di orario massime del 30%. Il nuovo ammortizzatore sociale è stato chiesto per un anno a partire dagli ultimi giorni di ottobre per un massimo di 42 dipendenti. In questa prima fase, l’utilizzo è al momento limitato a 13 persone del settore logistica, attività che è stata esternalizzata, che si trovano in Cassa a zero ore.

Silvana Galizzi

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