Risparmiatori truffati dalle banche Adiconsum: ecco come essere risarciti

Risparmiatori truffati dalle banche
Adiconsum: ecco come essere risarciti

«Bisognerà aspettare che vengano nominati i nove componenti della Commissione chiamata a valutare le richieste di indennizzo e che sia operativa la piattaforma Consap perché i risparmiatori truffati dalle banche possano fare domanda per essere risarciti» così spiega Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo.

«Non è ancora in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo del Fondo per l’indennizzo dei risparmiatori, da 1,5 miliardi stanziati con l’ultima legge di bilancio, che sarà reso applicativo solo dopo la pubblicazione in Gazzetta. Sono arrivati in Parlamento uno storno di emendamenti e l’annuncio del decreto attuativo ha assunto una sorta di provvedimento promozionale» spiegano da Adiconsum.

Il provvedimento riguarda persone fisiche, imprenditori individuali (anche imprenditori agricoli e coltivatori diretti) oppure Onlus; «il requisito della violazione massiva è “automatico” perché si presuppone che la vendita dei titoli non abbia rispettato i profili di rischio dell’investitore, coloro che hanno investito nelle banche in liquidazione, quelle venete Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca ma anche in altre come Banca Etruria e Banca Marche. Tra i casi che danno diritto al rimborso ci sono anche le operazioni baciate, in cui ai risparmiatori è stato di fatto imposto di comprare azioni o bond subordinati della banca per ottenere un finanziamento» continua Busi.

Oltre al risparmiatore e agli eredi potranno chiedere il rimborso i familiari, i conviventi o i parenti entro il secondo grado a cui sono stati ceduti i titoli. In dettaglio, viene sancito che l’indennizzo viene determinato nella misura del 30 per cento del costo di acquisto delle azioni, ivi inclusi gli oneri fiscali, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun avente diritto (ma si sta discutendo se innalzare tale soglia a 200 mila previa approvazione Antitrust Europea).

I beneficiari, così come prevede il testo del decreto attuativo, sono i risparmiatori che hanno dichiarato nel 2018 un reddito complessivo Irpef fino a 35 mila euro o hanno un patrimonio mobiliare fino a 100 mila euro. Potranno presentare domanda dopo la nomina dei Commissari e dopo che la Consap, entro 20 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, aprirà il portale telematico che verrà poi reso operativo.

I rimborsi saranno parametrati al costo d’acquisto: il meccanismo prevede un ristoro del 30% nel caso delle azioni, e del 95% quando si tratta di obbligazioni subordinate. In entrambi i casi, il tetto è fissato a 100 mila euro per ogni indennizzato, a cui vanno detratti gli eventuali indennizzi già ricevuti in passato a forfait o tramite giudizio o arbitrato. Nel caso delle obbligazioni, andrà detratta l’eventuale differenza positiva far il rendimento del bond e quello di un Btp della stessa durata.

Per le obbligazioni subordinate che non hanno beneficiato delle prestazioni del Fondo di solidarietà, l’indennizzo è determinato nella misura del 95 per cento del costo di acquisto delle stesse, ivi inclusi gli oneri fiscali, entro il limite massimo complessivo di 100 mila euro per ciascun avente diritto. Sarà la Commissione a valutare poi le richieste, a verificare la sussistenza dei requisiti previsti e a disporre il pagamento «con la massima celerità».

La Consap renderà intanto operativa, entro 20 giorni dalla pubblicazione del decreto, una piattaforma informatica per fornire al pubblico informazioni chiare e complete circa le modalità di presentazione della domanda e gli adempimenti a tal fine necessari. La piattaforma è dotata anche di un sistema interattivo di ricezione e risposta alle domande provenienti dal pubblico. Entro 45 giorni la piattaforma consente agli utenti di procedere alla presentazione formale dell’istanza e dei documenti.

Per gli altri saranno stabilite determinate «tipologie» di investimenti e tutti i richiedenti «saranno analizzati per grandi categorie e non caso per caso» davanti alla commissione ad hoc, che verrà costituita al ministero dell’Economia, fra loro ci saranno anche ex avvocati dello Stato ed ex arbitri bancari e finanziari.


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