Sciopero riuscito alla Sematic Avanti con due ore di mobilitazione

Sciopero riuscito alla Sematic
Avanti con due ore di mobilitazione

Al presidio anche la solidarietà dell’amministrazione comunale di Osio Sotto. Sciopero riuscito alla Sematic: «Adesso l’azienda ci ascolti».

«Lo sciopero è riuscito: nessuno è entrato a lavorare, e abbiamo ottenuto anche la solidarietà dell’amministrazione di Osio Sotto, che con alcuni assessori ha partecipato al nostro presidio e anche all’incontro con il responsabile dello stabilimento». Maurizio Gozzini, operatore della Fim Cisl, si dice soddisfatto del risultato della mobilitazione dei lavoratori della Sematic, l’azienda di Osio Sotto che ha annunciato 60 esuberi per il programmato trasferimento di parte della produzione in Ungheria.

«Questa mattina (martedì 2 aprile, ndr) la partecipazione al presidio è stata massiccia e l’adesione rasenta il 100%. Ora – dice ancora Gozzini -, la mobilitazione continuerà con due ore di astensione, anche perché intanto dall’azienda non ci sono state azioni di avvicinamento alle nostre richieste: all’incontro con il responsabile dello stabilimento abbiamo chiesto che venga abbandonata l’idea di dislocazione della produzione, almeno fino a quando il lavoro che andrebbe in Ungheria non sia sostituito da nuove e sufficienti commesse». L’azienda si è limitata a far sapere che convocherà sindacati e Rsu nei prossimi giorni.

«Condividiamo le preoccupazioni dei dipendenti della Sematic di Osio Sotto che hanno scioperato per tutta la giornata in seguito alla decisione dell’azienda di trasferire parte della produzione in Ungheria - dichiarano Maurizio Martina e Elena Carnevali, parlamentari del Partito Democratico -. Chiediamo alla Regione Lombardia e al Governo di farsi parte attiva verso l’azienda per scongiurare la delocalizzazione, che, vista la positività dei bilanci aziendali, pare giustificata dal mero fine di un aumento di profitto. Inoltre, chiediamo importante maggiore trasparenza da parte dell’azienda nella definizione di questo progetto di delocalizzazione. Al momento non è chiaro infatti se le linee di prodotto che si pensa di trasferire in Ungheria saranno sostituite da altro lavoro per gli attuali dipendenti dell’azienda con sede a Osio Sotto».

«La questione delle delocalizzazioni dentro lo spazio europeo è diventata in questi anni un tema spinoso e cruciale, che deve essere affrontato con strumenti nuovi - prosegue il comunicato dei due politici bergamaschi -. Occorrerà su questo nelle prossime settimane sviluppare una iniziativa di proposta concreta e realistica, per contrastare i fenomeni di dumping fiscale e sociale ovunque in Europa garantendo sempre meglio parità di condizioni a tutela prima di tutto dei lavoratori coinvolti. Il Parlamento Europeo ha votato due rapporti per armonizzare la tassazione delle aziende ma le proposte sono state fermate in Consiglio europeo, dove purtroppo in questi mesi il vicepremier Di Maio, Ministro del lavoro e dello sviluppo economico, si è presentato una sola volta e dove il ministro Tria ha saltato la metà delle riunioni all’Ecofin; a riprova che la difesa degli interessi italiani in quelle sedi si è drammaticamente indebolita in questo periodo. I sovranisti predicano bene quando si usano gli slogan ma al dunque non sono in grado di avanzare proposte unitarie operative capaci di proteggere davvero i lavoratori dentro l’unico spazio di futuro possibile che per noi che continua a chiamarsi Europa».


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