Sematic, la trattativa è in stallo Domani l’assemblea dei lavoratori

Sematic, la trattativa è in stallo
Domani l’assemblea dei lavoratori

Cisl e Cgil dopo l’incontro di oggi, mercoledì 17 aprile, con i vertici dell’azienda, dove sono a rischio sessanta posti di lavoro per una delocalizzazione di parte della produzione in Ungheria: nessun passo concreto, siamo preoccupati. Si tornerà al tavolo il 9 maggio prossimo.

«Che fosse una trattativa difficile lo abbiamo capito da tempo, ma che le difficoltà fossero così insormontabili non ce lo aspettavamo di certo. Per ogni piccola decisione che potrebbe anche rasserenare l’ambiente, bisogna sempre aspettare che la risposta definitiva arrivi dall’alto». Maurizio Gozzini, operatore della Fim-Cisl, non esce rinfrancato dalla riunione avuto oggi, mercoledì 17 aprile, con la direzione di Sematic, l’azienda di Osio Sotto che ha recentemente annunciato la propria intenzione di delocalizzare in Ungheria, dichiarando rilevanti esuberi di manodopera nello stabilimento bergamasco.

«Abbiamo avuto cinque ore e dalla riunione non sono uscite parole di rassicurazione né tantomeno un’ipotesi di piano industriale: tutto è stato rimandato al 9 maggio. Quindi, ancora niente passi avanti concreti. Speriamo nella prossima tornata, ma la nostra preoccupazione, oggi, resta tutta».

Domani, giovedì 18 aprile, assemblea con i lavoratori, «ma ogni decisione definitiva sulle azione da mettere in campo – conclude Gozzini – verrà presumibilmente presa dopo il 9 maggio».

Sulla stessa linea anche la Cgil, che ha fatto sapere: «Mentre il confronto del 9 aprile aveva lasciato ben sperare, l’incontro di oggi, mercoledì 17 aprile, si è invece chiuso con uno stallo. Nell’azienda metalmeccanica a rischio ci sono circa sessanta posti di lavoro, esuberi che potrebbero verosimilmente ridursi durante la trattativa. Il 20 marzo scorso l’azienda metalmeccanica aveva annunciato la decisione di delocalizzare parte della produzione dalla provincia di Bergamo all’Ungheria, provocando un taglio di 40 operai e 15-20 impiegati su un totale di 330 dipendenti».

«Se pure la direzione aziendale ha confermato la volontà di mantenere a Osio la produzione delle porte C-MOD e di conseguenza di volere ridurre il numero degli esuberi, nessun passo avanti concreto è stato mosso. Siamo, dunque, in una fase di stallo», ha spiegato Claudio Ravasio, della segreteria provinciale Fiom Cgil di Bergamo. «Insieme alla Rsu abbiamo chiesto rassicurazioni credibili sul futuro dello stabilimento di Osio e la presentazione di un piano industriale per la salvaguardia dell’occupazione. La direzione ha chiesto di rinviare la trattativa, in modo da verificare con il gruppo la possibilità di dare garanzie concrete su questi temi. Il prossimo confronto è già fissato per il 9 maggio».


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