Lunedì 04 Agosto 2014

Ubi, Jannone: ho parlato alla Consob

Le nostre ragioni saranno riconosciute

Bergamo - Filiale di Ubi Banca

Due importanti novità - si legge in un comunicato stampa di Giorgio Jannone - per il caso Ubi Banca: Giorgio Jannone, primo firmatario degli esposti presentati in Consob e in Banca d’Italia, esposti oggetto delle indagini aperte a carico dei vertici di Ubi Banca, ha chiesto alla Consob di essere audito per relazionare la Commissione in merito alle istanze già presentate e ad ulteriori atti in via di formalizzazione.

L’audizione, durata oltre due ore, si è svolta nella sede Consob di Milano, collegata in videoconferenza con la sede Consob di Roma.

«Sono molto soddisfatto - ha dichiarato Jannone -, credo che le ragioni dei soci di Ubi Banca, della associazione che rappresento, delle imprese e delle famiglie titolari di rapporti creditizi siano ben tutelate e che le nostre istanze siano state perfettamente comprese».

Stamattina poi - si legge ancora nel comunicato stampa - per dare corso alla perizia disposta dal Giudice Istruttore Paolo Bonofiglio del Tribunale Civile e Penale di Brescia si è tenuta la seconda riunione della Consulenza Tecnica d’Ufficio, presso la sede di Bergamo di Ubi Banca, in Piazza Vittorio Veneto, n. 8. Il Consulente Tecnico d’Ufficio incaricato dal Tribunale, dott. Valerio Galeri, aveva infatti convocato a Bergamo la riunione peritale, alla presenza delle parti (Giorgio Jannone contro Ubi Banca). «La consulenza disposta dal Tribunale di Brescia a seguito della nostra causa sta procedendo nella direzione corretta, parallelamente alle indagini delle Procure interessate, della Consob e di Banca d’Italia».

Ubi Banca, per ordine del Consulente Tecnico del Tribunale di Brescia, dopo l’esito della riunione di stamane, sarà obbligata a fornire al Giudice e alle parti i dati riferibili ad azionisti e soci. Lo dice sempre il comunicato stampa. Per Giorgio Jannone, Presidente dell’Associazione Azionisti Ubi Banca, presente personalmente stamane ,«si sta finalmente ed autorevolmente procedendo nella auspicata direzione della trasparenza e della chiarezza nei confronti dei soci, degli azionisti e dei dipendenti di Ubi Banca. Presto le nostre ragioni saranno certamente riconosciute in sede civile e penale. Lo dobbiamo, con il cuore e con la ragione, alle migliaia di persone che hanno sostenuto le battaglie della nostra associazione, con il solo fine di ottenere giustizia e pieno riconoscimento dei diritti dei soci, delle imprese e delle famiglie che avevano riposto fiducia in Ubi».

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