Giovedì 19 Dicembre 2013

Ubi, verso la modifica dello statuto

Meno dirigenti, più professionalità

Un progetto di modifiche statutarie, subordinato alla prescritta autorizzazione della Banca d’Italia, è stato proposto dal Consiglio di gestione, di Ubi Banca , approvato dal Consiglio di sorveglianza

«In tale progetto - recita una nota - vengono introdotte significative modifiche che, tenendo conto dell’evoluzione normativa, delle indicazioni di Banca d’Italia e delle tendenze espresse dai mercati, mirano ad una sempre maggior adeguatezza dei meccanismi di governance e alla creazione di una “popolare integrata”, basata sul voto capitario ma in grado di favorire una equilibrata rappresentanza nella governance societaria di tutte le componenti della compagine sociale».

Tra le modifiche deliberate, Ubi Banca segnala:

a) viene proposta la riduzione del numero dei componenti del Consiglio di Sorveglianza da 23 a 17, con effetto dal prossimo rinnovo del Consiglio, nonché la riduzione da 11 a 9 del numero massimo dei componenti del Consiglio di gestione, prevedendo, nell’ambito di detto Consiglio, la presenza di dirigenti apicali della Banca;

b) viene proposto un rafforzamento dei requisiti di professionalità per i componenti degli organi sociali rispetto a quelli previsti dalla vigente normativa, nonché limiti di età per l’assunzione delle cariche; per quanto concerne il Consiglio di sorveglianza, viene altresì proposto che la maggioranza dei componenti sia in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dal Codice di Autodisciplina promosso dalla Borsa Italiana e, per le cariche apicali di detto Consiglio, viene fissato un limite massimo al numero di mandati;

c) il concetto di “popolare integrata” si esprime, nel caso del meccanismo di voto, attraverso il mantenimento del principio del voto capitario nella selezione delle due liste di maggioranza e di minoranza per l’elezione del Consiglio di sorveglianza, accompagnate da un meccanismo di premio nell’attribuzione di Consiglieri che tiene conto del capitale complessivamente detenuto dai soci che hanno votato ciascuna lista. Questa impostazione permette di far convergere in maniera integrata i differenti interessi degli stakeholder del Gruppo;

d) nella stessa prospettiva, si propone che le liste per l’elezione dei Consiglieri di Sorveglianza siano presentate da almeno 500 soci che rappresentino almeno 0,5% del capitale sociale;

e) con riferimento alla più recente normativa in tema di banche popolari, viene confermato il possesso minimo di 250 azioni per l’ammissione a socio, possesso che deve essere mantenuto nel tempo ed il cui venir meno comporta la decadenza dalla qualità di socio ai sensi di legge. Ai fini del rispetto della previsione normativa verrà previsto un periodo durante il quale i soci che sono titolari di un numero di azioni inferiore rispetto al minimo previsto potranno integrare la propria partecipazione onde non perdere la qualità di Socio;

f) al fine di favorire la partecipazione assembleare viene proposta l’introduzione della video-conferenza nelle adunanze assembleari e l’aumento del numero di deleghe fino a quattro per ogni socio.

Le modifiche proposte dagli organi sociali muovono dall’esigenza di coniugare in modo evoluto le istanze di economicità ed efficienza, proprie di una società quotata ad ampia partecipazione di investitori stabili ed istituzionali, e di mutualità democratica, storiche delle cooperative.

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