Benzina self service: parla in dialetto il totem per pagare - Ascoltalo

Seriate All’Eni di via Stella Alpina messaggi registrati in bergamasco. L’iniziativa dell'azienda in tutta Italia.

Benzina self service: parla in dialetto il totem per pagare - Ascoltalo
Seriate: il distributore Eni di via Stella Alpina

Con sorpresa e anche qualche divertito sorriso, da pochi giorni fare carburante ai veicoli in modalità self service presso il distributore Eni di via Stella Alpina a Seriate vuol dire sottoporsi a un piccolo ripasso di dialetto bergamasco. Il totem dove si inseriscono banconote o carte parla, oltre che in varie lingue straniere, anche in bergamasco. In questa sequenza. Una volta arrivati in fronte a esso, scatta l’avvertimento: «Mèt dét i solcc o le carte!» è il primo annuncio. Poi in perfetto italiano consiglia: «Selezionare il tipo di pagamento»; e torna il bergamasco: «Schisa ‘l nòmer del codice sö la tastiera e schisa ol butù ert per confermà». Fatto! E lui: «L’operassiù l’è drè che la fenéss. Spéta ü moment»; quindi l’ordine perentorio: «Tira fò la carta!»; e in italiano «Selezionare l’erogatore sullo schermo». Ok, fatto. Infine: «Fa benzina a la pompa trì». Prendi la pistola e fai carburante alla pompa numero 3. Fine della trasmissione.

Il benzinaio (self service) che parla in dialetto. Video di Yuri Colleoni

Un’iniziativa promossa dal marchio Eni

Il totem che parla in dialetto, che potrebbe far pensare a una divertente goliardata, in realtà non è nemmeno un’iniziativa del gestore Eni di via Stella Alpina, ma si tratta di un progetto nazionale di Eni, che invita i gestori delle stazioni di carburante con marchio Eni, appunto, a registrare i messaggi per il totem nei dialetti della propria regione. Non tutti aderiscono, ma il gestore di via Stella Alpina ha colto l’invito.

«È stato con enorme meraviglia e stupore e anche tanta piacevolezza che, avvicinatomi al distributore di carburante, mi sono sentito rivolgere parole in dialetto bergamasco. Mi è sembrata un’idea molto bella, perché per me ha significato di affondare nelle tradizioni locali nulla togliendo ad altre culture e realtà»: così ha vissuto l’iniziativa il seriatese Marco Villa, utente del distributore di carburanti in questione. E continua: «Secondo me, visto che c’è un assessorato alle Tradizioni locali, il Comune potrebbe dargli un encomio o una targa di merito per il mantenimento e tutela della cultura e della lingua locali».

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