Venerdì 20 Dicembre 2013

Farinetti del suo sacco

Oscar Farinetti (Eataly)
(Foto by Colleoni)

«Il governo ha il dovere di produrre al più presto una nuova legge elettorale e poi dimettersi. Le riforme vere dovrà farle il successivo governo espresso dalla volontà popolare». Parole e musica di Oscar Farinetti, il guru di Eataly (ristorazione italiana vincente nel mondo), seguace devoto di Matteo Renzi , intervistato dal Foglio.

L’imprenditore non è per nulla convinto di questo galleggiare dell’esecutivo e sintetizza così il momento: «Siamo nel pantano, dobbiamo trasformarlo in fertilizzante». Secondo lui lo scopo delle Larghe Intese, salvare il Paese dalla bancarotta, è superato. «Se nella mia azienda avessi persone che la pensano l’una in modo opposto all’altra, semplicemente sarei già fallito».

Uno scenario interessante, soprattutto perché dipinto da un uomo in grande ascesa che i renziani hanno interpellato (senza successo) per la candidatura a governatore del Piemonte. Un fedelissimo della prima ora, persona di carattere, quindi interprete di una realtà presumibilmente condivisa.

Ecco perché le sue parole pesano e la dicono lunga sulla voglia del sindaco di Firenze di arrivare ad elezioni il più presto possibile, magari già in primavera, per cavalcare con il vento alle spalle e non rischiare una guerra di trincea capace di logorare vecchi marpioni dell’apparato, figuriamoci il nuovo campione della scuderia. Farinetti dice ciò che Renzi pensa. Anche perché il blitz elettorale gli darebbe la possibilità di rottamare in un colpo solo - dal suo punto di vista - Letta nipote, Letta zio e nonno Napolitano.

Giorgio Gandola

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