Domenica 17 Agosto 2014

Grandinano tasse

Soldi, sempre meno nelle tasche degli italiani

Se la crisi dura di più in Italia che nel resto d’Europa dovremmo anche sentirci in colpa? Questa è la sensazione indotta da servizi televisivi e autorevoli commenti che stigmatizzano come nel nostro Paese i consumi non ripartano e i cittadini non collaborino.

Agli statisti di Ferragosto vorremmo rispondere con tre semplici dati: abbiamo il costo dei mutui più alto d’Europa, le tasse sulla casa più complicate ed esose del mondo e la tassazione generale più pesante del continente (in un anno si lavora sette mesi per lo Stato e cinque per la famiglia). Non vi basta? Andiamo a specificare. Una ricerca di Confartigianato dimostra ciò che si intuiva da tempo: in maggio il tasso medio di interesse per l’acquisto di un’abitazione era al 3,07%, vale a dire 36 punti base sopra la media europea, nello stesso periodo al 2,71%.

E meno male che l’attenzione alle giovani coppie sarebbe tornata d’attualità. Sempre mantenendo la casa come stella polare, la stessa ricerca sottolinea che le tasse sulla proprietà e sui servizi sono aumentate del 107% in due anni. Nel periodo più nero della crisi i contribuenti italiani si sono visti spremere come olive mature. E dire che il passaggio fra Ici, Imu e Tasi secondo la nostra classe politica avrebbe dovuto essere indolore. Ci preme qui ricordare i responsabili dello scempio: Mario Monti con i moltiplicatori Imu, Enrico Letta con le imposte accessorie, Silvio Berlusconi con i veti incrociati che hanno impedito di mantenere la vecchia tassazione Ici (molto più leggera) e un po’ anche Matteo Renzi che non spazza via tutto questo, ma preferisce farsi estenuare da senatori incollati alla poltrona. In senso buono, naturalmente.

Giorgio Gandola

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