Sabato 31 Maggio 2014

L’amico scozzese

Gli immigrati? «Non vorrei avere dei rumeni come vicini di casa». L’Islam? «I musulmani si moltiplicano dieci volte più velocemente di noi, non riusciremo più a resistere alle loro richieste». Hitler? «È stata la Polonia a incitare la Germania a invaderla». I paesi poveri? «Non dovremmo più dare aiuti economici alle terre del bongo bongo».

Parafrasando il filosofo postatomico José Mourinho, è il rumore degli amici. I nuovi amici di Beppe Grillo, gli indomiti nazionalisti britannici dell’Ukip che riescono a far sembrare Mario Borghezio un revisionista di sinistra.

I militanti del Movimento 5 stelle è bene che lo sappiano: il partito dello scozzese Nigel Farage esprime anche questo fior da fiore intellettuale. Una stretta di mano, una pinta di birra e la frase di Grillo «È ironico, non è razzista» non bastano a dare diritto d’oblio a 15 anni di prese di posizione non del tutto in linea con i valori del popolo grillino moderato ed ecologista, che sogna un rinascimento in sintonia con i diritti dell’uomo e della terra. Farage è certamente simpatico, capace di battute travolgenti come il suo nuovo alleato italiano, parla forbito, ha studiato nei migliori college, difende non la volpe, ma la caccia alla volpe.

E quanto a politica energetica è contro le pale eoliche e aborre le energìe alternative: «Meglio tornare al carbone». È in piena sintonia con Grillo per ciò che riguarda l’Europa, nel senso che vorrebbe guardarla da oltre il canale. Però ha una segretaria, sua moglie Kristen, regolarmente pagata da Bruxelles. Nel Movimento 5 stelle questo sarebbe considerato un reato.

Giorgio Gandola

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