Quel Pos di plastica

di Giorgio Gandola
L’evasione fiscale ha un nemico formidabile, il Pos obbligatorio che artigiani e commercianti dovranno avere a disposizione da oggi 30 giugno nell’anno del Rigore 2014.

Quel Pos di plastica

L’evasione fiscale ha un nemico formidabile, il Pos obbligatorio che artigiani e commercianti dovranno avere a disposizione da oggi 30 giugno nell’anno del Rigore 2014. Così la politica mostra i muscoli e un provvedimento del governo Letta per tenere sotto controllo il potenziale nero periferico (quello imponente e centrale sta altrove) diventa l’ennesima barzelletta sull’impotenza dello Stato nei confronti di chi si arrangia con le ricevute fiscali.

La legge parla chiaro: per i servizi a partire da 30 euro i lavoratori autonomi (quindi avvocati e tappezzieri, idraulici e dentisti, elettricisti e architetti) potranno essere pagati con moneta elettronica, quindi dovranno dotarsi di apposita macchinetta. Tutto questo per garantire la tracciabilità del corso del denaro e limitare la scomparsa dello stesso dentro certi buchi neri che la Guardia di finanza sta scoperchiando per il beneficio di tutti.

Fin qui niente da dire, se non il prezzo di acquisto e di gestione del Pos, che viene valutato dalle associazioni artigiane in 1.200 euro l’anno, cifra per niente economica. Ma che nessuno si preoccupi, l’ultima riga della legge aiuta a smascherare il bluff. Chi, in seguito a verifica, verrà ritenuto inadempiente in quanto senza Pos in dotazione, non subirà alcuna sanzione. Il dettaglio non è stato normato, quindi siamo tenuti a ritenere che il provvedimento sia fasullo. Un modo come un altro per dire: continuate come meglio credete, qui è tutto finto. Tranne i soldi di chi paga i servizi, quelli sono veri.

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