Senatori si nasce

di Giorgio Gandola
Fino a qualche anno fa avevamo la sindrome americana. E allora l’hamburger, le magliette di Abercrombie, tutti i film di Woody Allen e l’affumicamento collettivo del barbecue in terrazzo. Adesso la società italiana subisce in tutto e per tutto la moda europea.

Fino a qualche anno fa avevamo la sindrome americana. E allora l’hamburger, le magliette di Abercrombie, tutti i film di Woody Allen e l’affumicamento collettivo del barbecue in terrazzo. Adesso la società italiana subisce in tutto e per tutto la moda europea. E allora si passa al centro storico chiuso alle auto, alla metrotranvia, alla tassazione delle rendite finanziarie, ai gialli svedesi e via esemplificando.

Dentro la società accade questo, quindi è bene sapere che nel resto d’Europa (prendiamo ad esempio i 15 Stati che compongono l’Occidente) solo uno ha due Camere elettive come il nostro, la Spagna.Gli altri ne hanno una sola o la seconda non eletta direttamente dai cittadini. Basta guardarsi attorno per scoprire che la riforma del Senato è del tutto legittima e non prelude ad anacronistiche svolte autoritarie. A meno di considerare la Germania, la Francia, la Gran Bretagna, la Grecia, la Svezia e persino Malta nazioni a regime totalitario.

La proposta Renzi non dovrebbe stupire nessuno e in uno dei paesi citati verrebbe passata al vaglio del Parlamento e approvata o bocciata a maggioranza. Punto. Poiché da noi non c’è tema che non diventi terreno di lotta politica (ma la politica fastidiosa lontana dai cittadini), ecco che il Senato così com’è assume la forma d’una costosa bandiera da agitare nelle piazze per il mantenimento di status quo e relative prebende. Travolti dalle mode, finiamo per rifiutarci di ragionare su quelle utili.

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