Sabato 19 Luglio 2014

Denim sostenibile made in Bergamo

Sono le ragazze di Par.Co

Raffaella, Giada e Laura al lavoro

Sono di Dalmine, giovani e con un progetto green tutto da sviluppare. E fanno denim, che arriva dal Giappone, ecosostenibile, tagliato, lavato e confezionato nella Bergamasca. Il brand si chiama Par.co Denim (parcofashion.eu) e loro hanno un negozio-atelier in Borgo Santa Caterina 11a, in città, oltre che coraggio da vendere considerando i tempi bui del commercio.

Laura Robotti, Giada Maffeis e Raffaella Tavani – tutte con un’età compresa tra i 25 e i 38 anni – hanno sviluppato una rete di contatti con realtà giapponesi che si occupano di denim sostenibile: «Partiamo dalla consapevolezza che la natura e l’ambiente devono essere protetti: da qui abbiamo deciso di investire energie e risorse nella “Green Fashion”» spiega Laura. Dal Giappone la principale scelta di materiali organici, manifattura, lavaggi, trattamenti e accessori sono invece tutti italiani: «Materie prime naturali e tinte vegetali, unite a importanti cambiamenti nella filiera della produzione, permettono di ridurre sensibilmente il consumo dell’acqua, eliminando le sostanze chimiche per un uso più etico delle risorse». Uno sviluppo sostenibile che passa dalla moda: i jeans delle ragazze di Par.co Denim sono infatti il primo passo verso una collezione più completa che pensa al total look. Intanto c’è una linea di pantaloni uomo e donna: dal modello skinny a quello baggy, fino a uno dove il denim «veste» il classico modello di pantalone maschile rendendolopiù contemporaneo.

Questo puntando sullo spazio appena aperto con capi e accessori moda dalla filiera sostenibile. Qualche esempio? Il brand Transition 10, di Andrew Grout, inglese con una piccola produzione in Italia che lavora la juta riciclata e l’ortica, ma anche il lino e la canapa di Limes, marchio bergamasco di Antonio Madeo. «Vogliamo creare un circolo virtuoso, aprendo il nostro negozio a marchi locali di moda eco» è l’appello di Laura. Con tanto di curiosità: la sabbiatura (scoloritura, ndr) dei jeans può essere evitato con l’«eco-aging», che spara bucce di frutta secca e residui recuperati naturali sopra il denim. Una tecnica più complessa, ma senz’altro più sostenibile. Tutta da scoprire.

Fabiana Tinaglia

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