Il grande volley è tornato a Bergamo

Il grande volley
è tornato a Bergamo

Alle 19,15 di domenica 15 novembre quelli che ne hanno viste tante lo dicevano col sorriso e il tono della certezza: «Il grande volley è tornato a Bergamo». E noi non possiamo che sottoscrivere l’autorevole fonte.

Perché lo spettacolo visto ieri pomeriggio al palasport è stato semplicemente una meraviglia. Agonismo spinto, tifo incessante e mirabilmente corretto, spettacolo puro. In sintesi: tutto ciò che la Foppa ha sempre offerto ai suoi tifosi, e che ieri pomeriggio è tornata ad offrire.

Il mix di gioventù ed esperienza messo insieme in estate dai dirigenti rossoblù sta funzionando a dovere. L’infinito talento di Leo Lo Bianco, il carisma di Paola Paggi, l’esplosività di Caterina Barun, la potenza debordante di Celeste Plak. E poi tutte le altre: un gruppo che ora sembra granitico, uno schiacciasassi sorretto da un tifo incredibile. Il palasport ieri sera era gremito, esaurito. Mezzora prima della partita papà con famiglie premevano ai botteghini implorando un biglietto, ma niente: più di 2001 persone (il dato di ieri sera) l’impianto non può contenere, a dispetto di quella balconata vuota che grida vendetta.

La Foppa in campo a Bergamo

La Foppa in campo a Bergamo
(Foto by (foto Colleoni))

In ogni caso sembra incredibile, ma è vero: una manciata di mesi fa la Foppa rischiava di chiudere, di tirar giù la saracinesca di una bacheca ricca che più ricca non si può. Ambiente semidepresso, in attesa di una svolta che sembrava non arrivare mai. Poi la svolta è arrivata, e questo è il risultato: uno spettacolo sportivo da brividi. Che poi torni la Foppa vincente o no, in fondo conta quasi relativamente. Conta la passione di quei 2001, tornata a vibrare attorno a queste splendide atlete.

E il resto della domenica? Da uno spettacolo esaltante, col palasport esaurito, a uno spettacolo desolante, andato in scena al Comunale di fronte a 550 eroici spettatori. L’ennesima sconfitta dell’AlbinoLeffe in fondo non è una notizia, ma pone una domanda d’obbligo. Ne valeva la pena? Valeva la pena imboccare la salita del ripescaggio per poi mettere in campo una squadra così poco attrezzata? La storia dell’AlbinoLeffe conta ancora qualcosa, o la si può mortificare serenamente con stagioni di questo tipo? Forse è il caso che qualcuno arrossisca almeno un po’.


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