Lunedì 15 Novembre 2010

Colantuono: basta cali di tensione
Ma il ritiro scatterà solo da giovedì

Dopo la pesante batosta subita ad Empoli, l'Atalanta ha ripreso la preparazione a Zingonia. Stefano Colantuono è tornato a parlare ai microfoni, scuro in volto, affermando che il momento delle parole è ormai finito. Stasera sarà invece la volta di Cristiano Doni a Bergamo Tv.

Per la seconda volta in 20 giorni l'allenatore atalantino si è ritrovato a commentare una pesante batosta esterna: dopo il 3-2 di Piacenza, il 3-0 senza attenuanti di Empoli: come in quella circostanza la parola d'ordine è stata «mai più».

«Siamo ripiombati in una situazione difficile come dopo la sconfitta con il Piacenza. Sicuramente non è un bel momento, venivamo da un striscia importante e c'erano i presupposti per potere fare bene. Ci sono tante cause per una simile sconfitta: è stato un sabato da dimenticare in tutto e per tutti. Sono dispiaciuto, perché quello che avevamo fatto di buono è stato cancellato in un attimo, ma non mi sento tradito dai ragazzi».

Sabato ci sarà il Crotone al Comunale, il mister nerazzurro ha chiesto ai suoi lavoro e silenzio. «È opportuno stare in silenzio e lavorare. Qualsiasi parola aggiunta a quelle di Roberto Spagnolo sarebbe superflua. I ragazzi devono solo pensare a lavorare sodo e di più. Qualsiasi tipo di giustificazione sarebbe irrispettosa nei confronti dei tifosi, pensiamo solo a lavorare che è meglio. Rimbocchiamoci le maniche: non possiamo stare a piangerci addosso».

Doni e compagni passeranno il resto della settimana in ritiro nel centro di Zingonia, su scelta della società. «Non si tratta di un ritiro punitivo. Deve esser un momento di aggregazione, che ci deve fare per capire che il campionato si vince con determinate caratteristiche, che in tante circostanze abbiamo fatto vedere di avere e in altre meno. Se serve per questo sono disposto a farlo fino alla fine dell'anno, ma non come una forma di punizione. Non ne ho ancora parlato con i giocatori, ma credo che anche loro sarebbero stati d'accordo nel proporlo».

Un inciso: dopo le 17 è arrivata la notizia che il ritiro dell'Atalanta non scatterà da martedì, come sembrava in un primo momento, ma soltanto da giovedì. Sarà dunque un miniritiro.

Ecco di nuovo alla conferenza stampa delle 14,30. Ad Empoli l'Atalanta non è mai stata in grado di reagire, dimostrandosi poco affamata rispetto ai giocatori toscani, pagando un blackout generale e le solite amnesie su calcio piazzato. «Bisogna lavorare e stimolare - ha sottolineato ancora il mister -.  L'attenzione non la puoi allenare sul campo: dobbiamo concentrarci di più per evitare i cali di tensione che ci sono stati a Empoli, ma che c'erano già in passato. I gol subiti mi danno fastidio».

Prima di scendere in campo ci sarà il confronto, scommettiamo non all'acqua di rose, tra allenatore e giocatori. «Parlerò a lungo con la squadra e dovremo mettere al loro posto un po' di cose, come è giusto che sia dopo una simile sconfitta. Parlare e lavorare: non perché fino ad ora non è stato fatto, ma bisogna farlo sotto certi aspetti ben precisi, perché rischiamo di perdere troppo terreno. Quando si perde così va in discussione tutto: viste anche le defezioni che avremo per il match con il Crotone ci potranno essere novità».

Domani è un altro giorno: fortunatamente la società bergamasca può guardare avanti, confidando in una reazione d'orgoglio nel prossimo match casalingo contro i calabresi. «Dobbiamo capire che il campionato è difficile, che è un inferno, ci sono altre grandi squadre che non vanno bene. Ma io sono convinto che possiamo aprire subito un'altra importante striscia positiva. Ne abbiamo i mezzi. Dei problemi tecnici parlerò a quattr'occhi con i giocatori».
Simone Masper

m.sanfilippo

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