Mercoledì 29 Dicembre 2010

Atalanta, parla il preparatore:
«Squadra in ottima condizione»

Dopo aver tastato gli umori dei giocatori atalantini e averne raccontato i loro desideri per il nuovo anno in arrivo, con il preparatore atletico, il professor Marco Montesanto ci si è potuti addentrare in un discorso tecnico sul metodo di lavoro dell'uomo di fiducia di mister Colantuono.

Prima di tutto nessun allenamento stile marines e nessuna preparazione supplementare dopo la sosta natalizia. «La preparazione atletica si continua a fare durante tutto il corso della stagione - esordisce Montesanto -. In questa settimana, vista la pausa del campionato, aumentiamo i carichi di lavoro, niente di particolare. Ho trovato una squadra in ottime condizioni: i ragazzi sono stati professionisti anche in vacanza, perché nessuno si è presentato in sovrappeso».

Analizzando la rosa atalantina in questi primi sei mesi di lavoro, il preparatore atletico atalantino si ritiene soddisfatto per come stanno andando le cose. «Siamo ripartiti bene, senza nessun intoppo. Manca solo Ruopolo, con il quale abbiamo concordato la pulizia al ginocchio, dopo quanto successo a Cittadella: 20 dei 40 giorni necessari per il recupero saranno senza partite, quindi i tempi diminuiscono».

«Non mi risultano troppi infortuni iniziali, perché problemi muscolari li abbiamo avuti solo Talamonti, Doni e Peluso. Lo staff fisioterapico e medico insieme a quello tecnico hanno lavorato bene: a volte si aggiungono problemi che derivavano da infortuni precedenti come nel caso di Barreto, ma ci metterei la firma per passare sempre la prima parte di campionato in questo modo. Ferreira Pinto è completamente ristabilito. Deve sempre fare dei lavori in palestra per mantenere alto il tono muscolare. Per entrare in condizione deve giocare la partita, l'unica cosa che gli manca».

Per il braccio destro del tecnico romano il lavoro sulla parte atletica si svolge in completa armonia e sotto la guida costante proprio dell'allenatore Stefano Colantuono. «Non posso paragonare questa Atalanta ad altre squadre, ma rispetto a quella che avevamo l'anno scorso a Torino è decisamente più forte sotto il profilo atletico. L'allenatore decide su tutto: io curo la parte atletica, ma sotto sua precisa indicazione. Siamo soddisfatti del lavoro del gruppo».

«È successo che le squadre di Colantuono viaggino forte al ritorno, ma questo è sempre da valutare: speriamo succeda ancora, perché abbiamo seguito un percorso abituale, pur con un cambio di programma a novembre, dettato da esigenze particolari. Anche quelli che giocano poco lavorano molto bene e danno risposte positive: se ci sarà bisogno di cambi saremo pronti, i presupposti sono positivi».

Fin qui Montesanto ha riassunto la situazione generale della squadra bergamasca, concludendo poi l'intervista con alcune chicche particolari per quanto riguarda la preparazione atletica di una squadra professionistica, suggerimenti utili per qualche preparatore alle prime armi.

«È sbagliato pensare di rifare una nuova preparazione dopo le vacanze natalizie. Si lavora partita per partita, considerando la condizione dell'atleta. Un giocatore è in grado di mantenere la propria condizione per due-tre mesi, a cui segue un calo e una ripresa: le valutazioni vanno fatte settimanalmente e giornalmente. Quando cala più di un giocatore nello stesso periodo diventa un problema».

Valutare il livello di condizione dei giocatori presenti in rosa è uno dei compiti del preparatore atletico, anche se risulta difficile comprendere quanto corra la squadra solo guardando la partita. «È molto difficile valutare quanto una squadra corra più dell'altra. Esistono le analisi della partita: quando pensi di aver corso di più, perché hai vinto con facilità, ti capita di incappare in sorprese controllando i dati del match».

«Nel 2006/ 2007, per esempio, fummo criticati sotto il profilo atletico dopo Atalanta-Parma (1-1), mentre fummo esaltati dopo Atalanta-Roma (2-1): nel primo caso dominammo noi sotto il profilo della corsa, nel secondo fummo sovrastati dai giallorossi».

Per concludere ecco il segreto del successo di uno staff tecnico. «Per capire il futuro è importante sapere che ogni campionato ha una storia a sé, perché le situazioni non si ripetono mai e gli atleti non sono sempre gli stessi. Se con questa squadra avessimo affrontato lo scorso torneo non avremmo problemi: ci sono due-tre squadre nettamente più forti del Lecce, che nella passata stagione ha vinto la serie cadetta. Tutti sono preparati e conoscono i mezzi, ma uno staff eccellente, a differenza di uno normale, è in grado di utilizzare quelli giusti».

Simone Masper

m.sanfilippo

© riproduzione riservata