Sabato 16 Luglio 2011

«Non è stata una bella estate
Doni? Sereno e tirato a lucido»

A 24 ore dalla presentazione ufficiale dell'Atalanta 2011-2012 è tornato a parlare l'allenatore Stefano Colantuono. Il tecnico romano ha toccato tantissimi argomenti, accennando anche alla bufera che ha investito il calcio italiano e che ha coinvolto anche la formazione orobica.

Così Stefano Colantuono nella prima conferenza stampa della nuova stagione atalantina, parlando della vicenda calcioscommesse «Non abbiamo passato una bella estate: ci hanno gettato addosso delle piccole ombre su un campionato che abbiamo dominato. Vogliamo giocare dove siamo tornati. Doni è stato negli anni è stato un punto di riferimento importante. L'ho trovato molto sereno e tirato a lucido. Il gruppo trarrà giovamento della sua presenza».

«Noi pensiamo solo al campo e scenderemo in campo come una squadra arrabbiata.  Ma l'Atalanta - ha rincarato il mister nerazzurro - ha una sua storia, e va rispettata: invece c'è stata mancanza di rispetto verso la tradizione della squadra». «Ai tifosi - ha aggiunto - dico di viaggiare a testa alta e stare tranquilli: anche loro sono una parte fondamentale e vanno rispettati».

Parlando di calcio giocato, il tecnico di Azio si è detto soddisfatto per il gruppo a disposizione, anche se la società atalantina dovrà muoversi sul mercato per completare la squadra con innesti di categoria. «Siamo in 25 più qualche ragazzo aggregato. Il gruppo per lavorare c'è , anche se sappiamo che non è completo e lo sarà strada facendo. Stiamo cercando rinforzi per completare la squadra, ma senza farci assalire dalla fretta. Marino lo conosco dal 1986, il suo curriculum dice tutto: può regalarci qualcosa di buono, ma ci vuole tempo. Sa fare bene e mi auguro che possa centrare dei colpi come quelli fatti a Udine e a Napoli».

Sull'obiettivo da rincorrere dubbi non ce ne sono, e sarebbe una disgrazia averne al ritorno nella massima serie: salvezza il prima possibile.«È giusto pensare solo alla salvezza. Il mio precedente campionato in A a Bergamo è stato diverso: siamo partiti per salvarci con tranquillità e abbiamo sfiorato l'Uefa. Dobbiamo toglierci il prima possibile dalla lotta per la salvezza, dato che ci aspetta un campionato duro. Non sarà un campionato diviso in due tronconi, perché ci sarà sempre qualcuno che fa da cuscinetto tra i top e le squadre salvezza».

Abbassare l'età media della rosa nerazzurra è uno degli obiettivi del nuovo direttore dell'area tecnica Pierpaolo Marino: anche il mister romano si è detto soddisfatto dell'idea, passando in sequela i più giovani della squadra. «Non voglio caricare di troppe responsabilità Gabbiadini, ma è un ragazzo con idee chiare e ottimi mezzi: ho visto qualche partita del Cittadella e gli ho visto fare delle buone cose. Abbiamo tanti giocatori giovani. A parte chi conosciamo già, come Ardemagni e Marilungo, abbiamo anche Kone, tornato da Foggia già formato e irrobustito, oltre Minotti e Schelotto, un giocatore che ha già fatto la A. In serie A avremo due moduli base, secondo le necessità, ma penso sempre di tenere la difesa a quattro».

L'ultimo pensiero Colantuono lo dedica a se stesso e alla nuova stagione, la quarta sulla panchina atalantina. «Bergamo è la piazza dove ho fatto meglio e ci sto bene. Spero che il mio quarto anno ricalchi i tre precedenti. Il mio campionato di A è stato un po' dimenticato: abbiamo giocato in parte bene, cogliendo risultati importanti e raggiungendo il record dei 50 punti. Non è sempre colpa mia, anche se non si può essere simpatici a tutti. Si è detto che Talamonti è tornato in Argentina per colpa mia: non è vero, ho parlato con Leonardo e i motivi sono ben altri».

Simone Masper

r.clemente

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