Domenica 17 Luglio 2011

Scommesse: settimana decisiva
Palazzi decide che strada scegliere

Meglio essere subito deferiti almeno con il processo in 20 giorni conosceremo definitivamente il destino dell'Atalanta (A, A con penalizzazione, B) oppure meglio la certezza di giocare in serie A con il processo rinviato all'autunno? I nuovi scenari che si prospettano dopo l'interrogatorio di Doni fanno discutere i bergamaschi. Proviamo a fare ordine rispondendo agli interrogativi più frequenti.

Abbiamo detto: o andiamo subito a processo, rischiando se tutto va malissimo di ritrovarci in B, oppure può essere che il processo venga rinviato all'autunno, e avremmo la certezza di giocare in A. Ma dipende da Palazzi. Perché?
Perché nella giustizia sportiva è la procura federale (quindi Palazzi), cioè l'accusa, a decidere se rinviare a giudizio (quindi se mandare a processo) dei tesserati. Nel nostro caso Doni, e di conseguenza l'Atalanta per «responsabilità oggettiva» (la società è responsabile di quello che fanno i suoi tesserati).

Quindi non si può scegliere. L'Atalanta deve solo subire?
Non si può scegliere. L'Atalanta paradossalmente non è neppure parte in causa fino al deferimento del suo tesserato Doni. Solo in quel momento entra in scena.

Ma Palazzi decide su quale basi?
La procura della Figc ha ricevuto tutto il materiale dalla giustizia ordinaria (dal tribunale di Cremona) e sta completando gli interrogatori dei soggetti interessati. Poi Palazzi valuterà: se si accontenta del materiale probatorio (le prove) in suo possesso deferisce Doni (e l'Atalanta) e si va a processo, se non lo ritiene sufficiente può aspettarne altro.

Gli «ulteriori accertamenti» annunciati dal pm di Cremona, Di Martino?
Proprio quelli. Palazzi martedì, finiti gli interrogatori, sarà a un bivio. O chiede di giudicare subito Doni, arrivando a una sentenza sportiva «rapida», ma con il rischio di non ottenere condanne perché ha poche prove in mano. O decide di aspettare altro materiale, che se ci sarà gli potrebbe dare più forza. Ma in questo caso il giudizio non sarà immediato, quindi l'Atalanta giocherà di sicuro in A.

Ma perché l'alternativa il processo in autunno? C'è un termine entro il quale va celebrato? Non è che potremo stare sospesi all'infinito.
Il processo in autunno è una stima basata sulle dichiarazioni del pm di Cremona Di Martino, che ha rinviato l'interrogatorio di Doni a fine settembre, dopo «ulteriori accertamenti». Diciamo che tra ottobre e novembre Palazzi potrebbe ricevere altro materiale e andare a processo. Ma non c'è un termine per il processo: l'illecito sportivo con il nuovo codice di giustizia sportiva si prescrive dopo otto anni: nell'estate del 2019. Non succederà, ma non ci sono termini vicini.

Ok. E se invece andiamo a processo?
Entro la fine della prossima settimana pare che Palazzi farà i deferimenti. Martedì chiude gli interrogatori, in due-tre giorni scrive, per ciascuno dei soggetti che vuol deferire, i fatti emersi e le norme violate. Quindi chiede alla Commissione Disciplinare di intervenire. Il deferimento va notificato a tutti i soggetti interessati. A Zingonia arriverà un fax. Non sarà un bel giorno.

Palazzi non chiede la pena?
Non subito, lo farà dopo. Durante il processo. Però dal momento del deferimento deve mettere a disposizione, presso la sede della Procura della Figc, a Roma, tutto il materiale sulla base del quale si farà il processo. A quel punto vedremo tutte le carte.

Tempi per andare a processo?
Per mercoledì 27 c'è già in programma una seduta della Commissione disciplinare. Se Palazzi deferisce entro venerdì 22 ci sono i 5 giorni previsti. Da inizio processo viste le dimensioni di questo calcioscommesse serviranno da uno a tre giorni per arrivare alle sentenze di primo grado con relative motivazioni.

Facciamo per sabato 30 luglio?
Ipotizziamo. Poi ci saranno due gironi per presentare appello alla Corte di giustizia federale, che è l'organo giudicante di 2° grado. Siamo al 1° agosto, bisogna aggiungere altri cinque giorni prima del processo di 2° grado e i tempi simili a quelli della Disciplinare. Se ci stiamo entro il 10 agosto è un mezzo miracolo.

A quel punto non si può più fare niente?
Figuriamoci. C'è il terzo grado di giudizio, ricorrendo all'Alta corte di giustizia presso il Coni. E poi ci sono i giudici ordinari, il Tar del Lazio e la Commissione europea. Ma se esci dall'ordinamento sportivo ti prendi da 3 a 6 punti di penalizzazione. Ma di questo riparleremo.

Che casino. Non ne usciremo più.
Infatti la maggior parte degli addetti ai lavori pensa che Palazzi sceglierà di aspettare. In tal caso resteremo in A. Ma con la prospettiva di rischiare un autunno difficile.

Pietro Serina

m.sanfilippo

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