Mercoledì 03 Agosto 2011

Palazzi: «7 punti all'Atalanta
Tre anni e 6 mesi per Doni»

Mercoledì mattina alle 9 è scattato all'Hotel Parco dei Principi di Roma il primo grado del processo sportivo sul calcioscommesse, davanti alla commissione Disciplinare presieduta da Sergio Artico, vicepresidente vicario Claudio Franchini. Non ci sono Doni e Manfredini, presente il presidente Antonio Percassi con gli avvocati.

Il processo davanti alla Disciplinare della Federcalcio è pubblico. I giornalisti possono seguirlo attraverso le immagini delle telecamere a circuito chiuso. L'accusa è rappresentata dal procuratore fedele Stefano Palazzi. Ecco il racconto della giornata minuto per minuto di Katiuscia Manenti, inviata a Roma.

Gli avvocati dei tesserati e delle società sono arrivati alla spicciolata. Molti di loro hanno preso alloggio in albergo e scendono al primo piano interrato direttamente in ascensore, sfuggendo ai giornalisti.

Ore 8.40: arriva all'Hotel Parco dei Principi di Roma il presidente della commissione Disciplinare Sergio Artico.

8.45
: arriva Edoardo Chiacchio, avvocato di Antonio Micolucci, e annuncia che chiederà il patteggiamento per il suo assistito, che rischia la radiazione. Si annunciano richieste pesanti da parte di Palazzi.

8.55
: arriva il procuratore federale Stefano Palazzi. La commissione è presieduta da Sergio Artico, con il vice Claudio Franchini. Gli altri componenti del collegio giudicante sono Amedeo Citarella, Luca Giraldi e Gianfranco Tobia. Per l'Atalanta c'è il presidente Percassi con gli avvocati Chiappero, Coppi, Morelli e Bianchi. Doni e Manfredini non ci sono, c'è l'avvocato Salvatore Pino.

Sono presenti i tesserati Bellavista, Ciriello, Deoma, Fabbri, Furlan, Micolucci, Rossi e Sommese. Sono assenti, oltre a Doni e Manfredini, i tesserati: Bettarini, Bressan, Buffone, Doni, Manfredini, Gervasoni (ma dovrebbe arrivare più tardi), Gibellini, Paoloni, Parlato (arriverà più tardi), Quadrini, Santoni, Saverino, Signori, Tisci, Tuccella, Valtroni, Zaccanti. A rappresentarli i loro avvocati. Per il Chievo il presidente Campedelli con gli avvocati, per la Pino Di Matteo (calcio a 5) il presidente Di Matteo con gli avvocati. Tutte le altre società hanno mandato solo i difensori.

9.35: il presidente Artico dà la parola alle società, parti terze, che hanno chiesto di intervenire. Per primo interviene l'avvocato Gentile che rappresenta il Monza Calcio di Lega Pro, prima società retrocessa nella serie inferiore. Se l'Alessandria dovesse essere retrocessa, il Monza tornerebbe in Lega Pro. Seguono gli avvocati di Triestina (che chiede il ripescaggio sull'Ascoli), Frosinone, Varese (che chiede il ripescaggio per l'eventuale retrocessione dell'Atalanta) e SudTirol. L'Atalanta, attraverso l'avvocato Chiappero, si oppone alla richiesta del Varese perché in caso di ripescaggio la prima squadra a salire dovrebbe essere il Padova. Lo Spezia si oppone alla richiesta del SudTirol.

10: la commissione si ritira per deliberare. Il procuratore Palazzi dichiara di aver presentato istanza specifica su Micolucci, che ha chiesto il patteggiamento.

10.35: la commissione accetta le richieste di Monza, Triestina, SudTirol e Frosinone. Non ammette al dibattimento la richiesta del Varese perché non potrebbe trarre alcun vantaggio dal procedimento in corso e non ha un interesse diretto.

Il presidente esamina le richieste di patteggiamento: per Micolucci i difensori, vista la collaborazione fornita, chiedono 1 anno e due mesi di squalifica. L'avvocato De Luca del Chievo chiede che il procedimento si chiuda con un'ammenda di 80 mila euro per la società e che una parte della somma vada in beneficienza. Per Claudio Furlan del Portogruaro l'avvocato chiede 6 mesi, per Zaccanti, che ha già ammesso di aver scommesso durante l'interrogatorio, il legale chiede 8 mesi di squalifica. Palazzi acconsente a tutte le richieste.

10,55: la commissione si ritira per deliberare.

11.25: la commissione ha deciso sui patteggiamenti. Per il Chievo ammenda 80 mila euro, per Micolucci squalifica di 1 anno e due mesi, per Furlan la sanzione è ritenuta non congrua e il patteggiamento viene respinto. Respinto anche il patteggiamento di Zaccanti perché non ci sono gli estremi per l'applicazione dell'art 24 del codice di giustizia sportiva. Le istanze sono comunque riproponibili, modificate. Micolucci, intervistato da Sky Sport, esce agitatissimo dall'hotel: «È il giorno più importante della mia vita - ha detto -. Voglio tornare a fare il calciatore, ho commesso degli errori ed è giusto che paghi».

11,35: Vengono esaminate le eccezioni presentate dagli avvocati. Il difensore di Bellavista, Chiusolo, presenta eccezione di incompatibilità. In sostanza sostiene che, con il patteggiamento di Micolucci, la commissione abbia già deciso che esiste un'associazione a delinquere, di conseguenza anche altri tesserati sono già condannati. Invita quindi la commissione ad astenersi dal giudizio.

L'avvocato di Signori presenta eccezione per difetto di giurisdizione: Signori non è tesserato né lo era quando i fatti sono stati commessi, non risulta tesserato nemmeno all'albo dei tecnici in quanto non ha pagato la quota di iscrizione. Anche l'avvocato dell'allenatore Deoma presenta la stessa eccezione perché il suo assistito non ha pagato la quota di iscrizione all'albo dei tecnici. Presentate diverse eccezioni sull'utilizzo delle intercettazioni trascritte.

11.55: interviene Palazzi. Ecco il succo della sua replica: «Sul difetto di giurisdizione le richieste sono infondate. Sull'iscrizione all'albo dei tecnici vale il tesseramento annuale o l'iscrizione purché non sospesa. Tuttavia, anche i sospesi sono comunque tenuti al rispetto delle norme federali. Sull'eccezione presentata da Tisci, che non era più tesserato, vale la norma per la quale i tesserati sono tenuti a rispondere alla normativa fino 30 mesi dopo l'ultimo tesseramento.

Sull'eccezione di incompatibilità di Bellavista, il procedimento disciplinare avviene allo stato degli atti. Non c'è alcun pregiudizio, la commissione conosce già tutti gli atti e l'invito all'astensione non può essere accolto. Sulle intercettazioni, le eccezioni sono infondate. C'è una giurisprudenza granitica sulla piena utilizzabilità anche delle sole trascrizioni». Bettarini chiede il patteggiamento, Zaccanti ripropone l'istanza.

12.28: la commissione si ritira per decidere sulle eccezioni.

13.00: durante la pausa il presidente Percassi e il ds Marino arrivano nella hall dell'hotel. Il presidente riparte per Bergamo, questa sera arriveranno al Parco dei Principi Doni e Manfredini. C'è soddisfazione per il Varese, escluso dal dibattimento

13.40: la commissione sospende. Si riparte alle 14.30.

15: la seduta riprende con mezz'ora di ritardo. Il presidente Artico legge la decisione della commissione che respinge tutte le eccezioni.

15,10: i difensori di Parlato chiedono la squalifica di tre anni, Palazzi accetta. Per Tuccella, precisa Palazzi, non c'è l'aggravante della pluralità degli illeciti. L'avvocato di Bettarini insiste per l'accoglimento della squalifica di un anno e due mesi. Per Furlan l'avvocato propone nuova istanza di patteggiamento di 6 mesi, Tisci e Zaccanti chiedono un anno. Chiede di patteggiare anche Gibellini.

15,15: interviene l'Atalanta che chiede l'acquisizione dei documenti prodotti dagli avvocati: si tratta dei file audio delle intercettazioni.

Parla Palazzi: «Sulle richieste istruttorie di Deoma (che precedentemente aveva chiesto l'ammissione di due testimoni, ndr) non interessa alla procura sentire se sia o meno uno scommettitore perché ci risulta che lo sia. Sulle richieste istruttorie presentate da Fabbri non si oppone all'acquisizione dei documenti».

15.25: la commissione si ritira per decidere.

16.13: la commissione accoglie le richieste di patteggiamento per Furlan, Bettarini, Tuccella, Tisci, Zaccanti, Gibellini e Parlato. Sulle istanze istruttorie la commissione ammette tutti i documenti presentati dai deferiti. Su Deoma respinge la richiesta di ascoltare testimoni. Respinta anche la richiesta di interrogatorio presentata da Buffone e la perizia sulle intercettazioni telefoniche. Bellavista presenta richiesta di ricusazione della commissione.

16.20: interviene Palazzi: «l'istanza di ricusazione è inammissibile».

16.25: la commissione si ritira per decidere sulla ricusazione.

16,27: ecco in sintesi tutti i patteggiamenti: Micolucci 1 anno e due mesi, Chievo 80 mila euro di ammenda, Parlato tre anni, Furlan 6 mesi, Bettarini 1 anno e 2 mesi, Tuccella 3 anni, Tisci un anno, Zaccanti un anno, Gibellini 5 mesi e 10 mila euro di ammenda.

16.51: la commissione, considerato che la sola proposizione di ricusazione non implica l'interruzione del procedimento, rigetta la richiesta.

16.57: Palazzi comincia a parlare per presentare la richiesta di sanzioni. Il suo intervento durerà fino alle 18.30 circa, poi ci saranno alcuni interventi dei difensori. 

Ecco l'inizio del suo intervento: «Bisogna considerare l'elemento psicologico degli incolpati. Un'eccezione sollevata da Paoloni è l'insussistenza dell'associazione perché ne farebbero parte anche non tesserati. Per noi sarebbe una conseguenza aberrante non considerarlo e quindi rigettiamo questa eccezione. Per quanto riguarda l'elemento psicologico, l'associazione non deriva da un atto formale ma è di natura disciplinare. Elementi sintomatici della partecipazione all'associazione sono stati però da noi individuati: la reiterazione di contatti, la serialità e il paradigma fisso che le parti seguono per contattarsi tra loro, in base a ruoli precisi e sempre uguali. Ciascun soggetto era ben consapevole di far parte di una struttura organizzata, come dimostra il fatto che c'è stata una serie di contatti notevolissima in un lasso di tempo abbastanza breve».

«Molte difese - prosegue Palazzi - si sono soffermate per contrastare il requisito dell'illecito sportivo per l'idoneità degli atti e hanno richiamato delle decisioni di organi giudicanti della Figc che si sono occupati di Calciopoli. La procura ritiene che si debba fare una distinzione importante: sotto il profilo dell'idoneità degli atti quelle decisioni sono completamente diverse perché in Calciopoli la maggior parte degli illeciti era organizzata con la partecipazione degli arbitri. In quel caso è stata sollevata l'inidoneità degli atti perché mancava la prova che fosse stato interessato il segmento tecnico. In questo procedimento invece è contestata la partecipazione il più delle volte di calciatori, cioè soggetti che partecipano direttamente alle gare. Un calciatore che partecipa alla gara dal punto di vista psicologico, a prescindere dai moventi, non partecipa in modo integro alla gara».

«Per quanto riguarda il merito, c'è una posizione particolare contestata a Fabbri, Ciriello e Rossi: i tre soggetti per la procura hanno partecipato a livello concorsuale all'illecito, in quanto proprio per il rispettivo ruolo (socio di maggioranza ed ex presidente società, ex presidente e allenatore) Buffone li ha resi partecipi della decisione per avere un avallo. Quindi hanno partecipato con le loro decisioni all'illecito».

«Per quanto riguarda il calciatore Saverino, la procura ha messo in luce un errore di battitura. Non era Erodiani con cui parlava al telefono ma un soggetto non tesserato (Pirani, ndr) e quindi chiede il proscioglimento di Erodiani e della società Pino Di Matteo per Ravenna-Reggiana. Per Saverino però non cambia nulla».

«E' sempre un grande dolore formulare richieste di sanzioni molto gravi, ma bisogna tener conto della gravità e della pluralità delle violazioni. O le sanzioni si applicano con il mero cumulo giuridico, e rischiamo di arrivare a sanzioni altissime, oppure noi riteniamo più giusto applicare il principio della continuazione e dell'afflittività. Dopo farò le richieste: riteniamo più grave la fattispecie associativa anche perché finalizzata alla commissione di una serie di illeciti».

«Passiamo all'aspetto delle società: abbiamo individuato un criterio comune per le sanzioni. E' chiaro che nelle società in cui è coinvolto un dirigente ci siano casi di estrema gravità, più di quelle che devono rispondere di responsabilità oggettiva. Quindi la gradualità delle sanzioni seguirà questo criterio. Per l'Alessandria gli atti sono stati posti in essere dal solo legale rappresentante, quindi la responsabilità è diretta. Per il Ravenna abbiamo prodotto una visura camerale per cui Fabbri risulta rappresentante dell'impresa quando sono stati commessi i fatti. Ciriello era legale rappresentante fino al 6 marzo, quindi per noi sussistono i criteri della responsabilità diretta. Le richieste di sanzione resteranno tali anche se la commissione derubricherà in responsabilità oggettiva».

«Per quanto riguarda le altre società, la procura chiederà due punti per ogni responsabilità oggettiva più un punto per le posizioni aggravate più un punto per la responsabilità presunta. Un punto per illeciti sportivi su gare in ordine alle quali le società non hanno partecipato».

17,34: Il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi per Cristiano Doni e a 3 anni per Thomas Manfredini.

17,42: Palazzi chiede per l'Atalanta una penalizzazione di 7 punti

Retrocederebbero Ravenna e Alessandria.

17.47:
la commissione interrompe la seduta per una breve pausa.

18.26: si riprende con gli interventi degli avvocati. Prima quello di Signori, che sottolinea come sia singolare che la procura, che basa gran parte dell'inchiesta sulle intercettazioni, non tenga conto che Signori in quel periodo non ha ricevuto neanche una telefonata.

Poi gli avvocati dell'Alessandria, che smentiscono l'incontro del presidente Veltroni dell'Alessandria con Buffone per combinare la partita col Ravenna.

L'avvocato della Pino Di Matteo chiede una riduzione della multa e dei punti.

L'avvocato di Sommese dice che il suo assistito ha rapporti telefonici con poche persone, inoltre era fuori rosa.

Gli avvocati di Buffone producono conclusioni scritte. Contestano i capi d'imputazione dell'associazione e sull'illecito sportivo, visto che Buffone ha ammesso di aver tentato di alterare alcune partite, chiedono che venga mitigata la pena. «Parlato e Micolucci che hanno patteggiato avevano situazioni analoghe – dicono -. Anche noi oggi abbiamo chiesto il patteggiamento per 4 volte ma non ci è stato concesso. Per Buffone è stata chiesta una pena elevatissima, con disparità di trattamento».

L'avvocato dell'Ascoli: «Prendo atto delle richieste choc della procura, ma non ho capito il criterio che la procura ha seguito. La richiesta è sperequata e ingiusta. Chiedere 6 punti all'Ascoli da scontare nel prossimo campionato è sproporzionato. La procura ha impostato il suo intervento correggendo in qualche maniera il tiro individuando il criterio della continuità del reato. Nei fatti però ha applicato il criterio materiale perché ha sommato le sanzioni, che dovevano essere applicate a chi ha commesso il reato. La società Ascoli viene a rispondere degli illeciti di Micolucci e Sommese, non riesco a capire la rilevantissima sanzione pecuniaria. La procura invece sorvola sulla responsabilità oggettiva che viene utilizzata in modo molto disinvolto. Chiedo che l'Ascoli venga escluso da ogni responsabilità e in subordine la sanzione minima per ogni violazione».

Gli avvocati della Cremonese: «È stato Turotti con la sua denuncia a far cominciare tutta l'inchiesta e collaborare con gli inquirenti per individuare i responsabili. Turotti non ha denunciato alla Figc perché gli inquirenti gli hanno chiesto di non parlare. Non si può sanzionare chi ha il coraggio di denunciare. La responsabilità oggettiva presuppone che l'attività illecita del tesserato vada a vantaggio della società, cosa che in questo caso non è successa. Se la Cremonese venisse condannata, vorrebbe dire premiare l'omertà di chi non denuncia. Chiedo l'assoluzione da ogni addebito per la Cremonese e in subordine un'ammenda minima».

19.10: Parla Palazzi: «Siamo ben consapevoli della denuncia della Cremonese, ma la responsabilità oggettiva segue delle regole precise».

L'avvocato di Veltroni: «Veltroni è stato chiamato in causa da Buffone, la sua posizione è stata valutata solo per ciò che dice Buffone su Alessandria-Ravenna. L'incontro del 17 marzo tra Veltroni e Buffone non può rappresentare la prova di un illecito».

19.30: la commissione scioglie la seduta. Il calendario dei convocati è già stato stilato, vengono accolte richieste dell'ultimo minuto. Appuntamento giovedì mattina alle 9.
 
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Due mesi dopo l'annuncio choc dell'inchiesta di Cremona, dunque siamo in un giorno cruciale. E forse oggi sapremo quali sono le sanzioni che il procuratore federale Stefano Palazzi (ma si potrebbe slittare a venerdì) chiederà per Doni e Manfredini (deferiti per illecito) e l'Atalanta, che rischia una penalizzazione di punti (sulla carta anche un'improbabile ritorno in serie B) per responsabilità oggettiva e presunta.

Sono chiamati a difendersi dalle accuse 26 tesserati e 18 società, per violazioni del codice di giustizia sportiva che vanno dal divieto di scommesse all'illecito sportivo, dalla mancata denuncia all'associazione finalizzata alla commissione di illeciti.

Per quanto riguarda le società, le posizioni più gravi sono quelle di Alessandria e Ravenna che devono rispondere di responsabilità diretta. Per l'Atalanta l'accusa è di responsabilità oggettiva (per il comportamento dei suoi tesserati) e presunta (per il comportamento di estranei alla società che va però a suo vantaggio). Doni e Manfredini sono accusati di illecito sportivo: la pena minima per questa violazione è tre anni di squalifica.

r.clemente

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