Lunedì 03 Ottobre 2011

Antonio Conte primo in classifica
Il ricordo di quando fu a Bergamo

Evidenziando con piacere che il primato in classifica della Juventus porta anche la firma di Antonio Conte non salgo sul classico carro dei vincitori. Perdonatemi l'immodestia: a Bergamo sono stato tra i pochi a testare la sua spiccata capacità professionalità durante la sua pur breve permanenza.

È solo il caso di ricordare che l'ex giocatore della nazionale e della Juve fu ingaggiato direttamente dalla famiglia Ruggeri ricevendo in eredità dal suo collega Gregucci la squadra dopo un avvio di torneo senza racimolare un punto. Ma sin dai primi contatti con l'enturage atalantino, in particolare con i media del posto, scarseggiò la sintonia e quant'altro e di conseguenza non scattò quella reciproca collaborazione tanto auspicata e importante da tutte le parti coinvolte. Non mancarono talvolta coloro che misero, perfino, in dubbio le sue strategie tecnico-tattiche e l'efficacia dell'operatività del suo staff tecnico, preparatori atletici in primis.

Con Conte, purtroppo le cifre sono ancor lì da vedere: l'Atalanta non trovò l'auspicata svolta così come il successore Lino Mutti con quel che ne seguì. Conte, al termine di una sconfitta casalinga non esitò a rassegnare le dimissioni (con ogni probabilità anticipò di poco l'esonero). Fin qui nulla di clamoroso visto il risaputo destino degli allenatori. Di inedito o giu di lì, però, ci fu che sempre Conte rinunciò senza batter ciglio agli emolumenti sottoscritti nel contratto. Dite poco trattandosi di cifre non certo da lavoro precario. Nonostante il mancato raggiungimento dell'obiettivo-salvezza per il quale era stato scelto dalla società, a Conte venne offerta, nella successiva estate, la panchina del Siena che riportò, poi, subito in serie A, proprio alle spalle di capitan Doni e compagni. Da non dimenticare che Conte un paio di anni prima fece conquistare un'altra promozione nella massima divisione ad un Bari che convinse appieno per la bontà di schemi e di giocate. È di recente il suo ritorno a Torino nelle vesti di mister con il non più rimandabile compito di etichettare la Juventus «club e squadra di rango» nel più ampio senso del termine. Ed anche se è presto per cantar vittoria, questi turni d'inizio campionato parlano a suo favore. Personalmente, anche se con ragionevole prudenza, un po' di orgoglio non lo nascondo al pensiero che l'allenatore del momento in vetta al campionato con l'Udinese è transitato da Zingonia.

Arturo Zambaldo

fa.tinaglia

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