Venerdì 07 Ottobre 2011

Colantuono: La penalizzazione?
Puntiamo su nuovi gradi di giudizio

«Il campionato quest'anno è molto interessante, molto equilibrato. Qualche big zoppica ancora e la classifica è corta, ma tra qualche mese tutto tornerà alla normalità». È il parere dell'allenatore dell'Atalanta Stefano Colantuono che in una intervista a Radio Kiss Kiss Napoli fa il bilancio di queste prime giornate di campionato.

Parlando della sua squadra partita con l'handicap di 6 punti per la vicenda scommesse dice: «La penalizzazione? Noi contiamo molto sui prossimi gradi di giudizio. L'Atalanta, al di la della partenza eccezionale, ha vissuto un'estate infernale. Siamo stati danneggiati e lo siamo ancora: non dimentichiamo che abbiamo fuori ancora il giocatore più rappresentativo della squadra, ossia Doni, che è stato coinvolto a nostro avviso ingiustamente. Speriamo che ci possano togliere ancora qualche punto di penalizzazione. Oggi avremmo dieci punti e non quattro in classifica. Cigarini e Denis? Sono due ottimi calciatori e lo sa anche il Napoli. Ma qui a Bergamo possono giocare con maggior continuità, la concorrenza che c'è a Napoli non c'è da noi. Gli azzurri affrontano più competizioni ed hanno una rosa più ampia e con più giocatori competitivi. Da noi le cose sono completamente diverse: dobbiamo salvarci, la rosa è sì numerosa, ma è chiaro che la concorrenza è meno nutrita. Parliamo di due calciatori che hanno bisogno di giocare con continuità. La caratteristica dell'Atalanta? Un perfetto mix tra calciatori esperti, perchè lo richiede la serie A, e giovani interessanti. In rosa abbiamo giovani interessantissimi, vedi Gabbiadini, Marilungo, Bonaventura e altri. Poi, ci sono giocatori più esperti, che giocano in A da qualche anno, vedi Cigarini, Bellini, Masiello, Lucchini, Manfredini, Brighi».

«Le squadre che devono salvarsi devono coniugare esperienza e giovani da poter lanciare - continua Colantuono - Gabbiadini è un giocatore dalle enormi potenzialità: è un '92, lo dobbiamo far crescere con tutta la calma necessaria, senza caricarlo di responsabilità. Ma lui è un ragazzo serio, con idee chiare, deve continuare così. Il Napoli? È la squadra più forte d'Italia ad oggi, non ci vuole molto a capirlo. Hanno dei meccanismi di gioco consolidati, lo zoccolo duro che gioca insieme da anni, hanno un allenatore bravo, si sono ulteriormente rinforzati. Oggi un quotidiano sportivo nazionale ha messo in risalto anche le qualità dei tre difensori: le grandi fortune del Napoli, oltre a nascere dall'attacco, arrivano da una difesa impenetrabile. I difensori di solito sono messi meno in risalto, ma fanno il cosiddetto lavoro sporco. I veri fenomeni sono anche loro».

e.roncalli

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