Sabato 15 Ottobre 2011

Arbitrato, presiede Manna
Sentenza entro l'8 gennaio

Due notizie in un giorno, e di rilievo. Primo: sarà Bartolomeo Manna il presidente del collegio arbitrale del Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport (Tnas) che emetterà il giudizio di terzo grado sul caso Calcioscommesse. Secondo: l'ultima sentenza della giustizia sportiva (definitiva, a meno che poi non si scelga di ricorrere alla giustizia ordinaria) arriverà entro e non oltre domenica 8 gennaio 2012.

La prima notizia è arrivata da Roma, ed è la conferma che Manna - indicato come possibile presidente del collegio arbitrale dai due arbitri scelti dall'Atalanta (Luigi Fumagalli) e dalla Figc (Massimo Zaccheo) - ha accettato l'incarico ed ha ricevuto il fascicolo. Quindi la sua nomina è diventata automatica.

Ad emettere il giudizio di terzo grado sul processo a Cristiano Doni (tre anni e mezzo di squalifica) e all'Atalanta (6 punti di penalizzazione) nella vicenda Calcioscommesse sarà quindi un collegio composto da tre arbitri e presieduto da Bartolomeo Manna, magistrato, presidente onorario della Corte dei conti con un passato da collaboratore dell'ufficio indagini della Federcalcio.

I tre arbitri entro l'8 gennaio 2012 emetteranno il «lodo», cioè la sentenza che per la giustizia sportiva, come detto, sarà quella definitiva. Il termine è perentorio perché la legge parla di 90 giorni dall'accettazione del terzo arbitro, e Manna ha accettato l'8 ottobre.

In parole povere: le parti (Doni, Atalanta e Figc) si vedranno in udienza, ci sarà un'ipotesi di mediazione rispetto alla condanna attuale, se si troverà un accordo tutto si chiuderà lì. Ma attenzione: di regola la Figc non accetta la conciliazione perché dovrebbe contraddire la decisione di un suo organo giudicante (in questo caso la Corte di giustizia federale, giudice di 2° grado).

E, al contempo, Doni accetterebbe solo se l'accusa da illecito sportivo fosse derubricata in «omessa denuncia» (sei mesi di squalifica). Qualsiasi altra via porterà al processo di 3° grado. Quindi al lodo.

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m.sanfilippo

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