Martedì 25 Ottobre 2011

Andreoletti: «Fortunato?
Gli lascio il tempo che serve»

Il presidente dell'AlbinoLeffe, Gianfranco Andreoletti, ha concesso un'intervista al sito albinoleffenews.com in cui ha parlato anche dell'allenatore Fortunato: «Gli lascio il tempo che gli serve, ma l'inversione di tendenza si deve "percepire" chiaramente». L'intervista è di Cesare Malnati.

Presidente, allora non cambia (sottinteso l'allenatore, n.d.r.)?
«No».

Nonostante le sei sconfitte su sette, i diciotto gol al passivo, la partita col Crotone?
«Capisco che le sei sconfitte suonano da campane a martello, tuttavia mica tutte sono da considerarsi il risultato di prestazioni disastrose. Con Varese, Pescara e Livorno sì, ma, per esempio col Sassuolo, l'AlbinoLeffe aveva giocato dignitosamente. Lo stesso vorrei dire per metà gara proprio col Crotone».

Mmmhhhhhh! Anche il primo tempo, sabato scorso, è stato deludente, senza nessuna palla-gol...
«Insomma, fino al gol loro, all'ultimo respiro, da parte del Crotone non c'era stato neppure un tiro in porta. Ecco perché dico che era stato un primo tempo giudizioso. Noi, in questa fase, dobbiamo prima di tutto badare a non prender gol. Tanto prima o poi un gol lo segnamo, è dimostrato!».

Infatti un gol l'avete pur realizzato, subito dopo l'intervallo, però poi...
«Cominciamo col sottolinare che quel gol, così come s'è costruito e finalizzato, deve caratterizzare l'AlbinoLeffe. Nel senso che quello dev'essere il nostro gioco: contenere, rubar palla e ripartire. Abbiamo sempe fatto così. Invece quel che è successo dopo è inconcepibile. Palla al centro e tutti fuori posto in quel modo...».

Appunto.
«Bisogna migliorare in concentrazione».

Forse non solo. Col Crotone, la squadra è parsa nervosa, ma senza rabbia. E questa valutazione è un'altra campana che suona a martello.
«Visto che questi rilievi chiamano in causa l'allenatore, allora mi spiego su Fortunato. Il nostro mister è bravissimo come istruttore».

Però sta alla prima esperienza, in categoria. E l'AlbinoLeffe, quest'anno, non schiera giocatori anziani. Inesperto lui, inesperta la squadra...
«La società s'è affidata a Fortunato consapevole che un tecnico esperto o affermato intende il suo lavoro come preparazione dell'impegno settimanale. Punto e stop. Questo non ci basta, ossia non possiamo permettercelo: vogliamo crescere, imparando. Se non passo per presuntuoso, aggiungo che la scelta è stata compiuta pensando al Borussia Dortmund, che l'anno scorso ha promosso il tecnico delle giovanili e ha vinto a mani basse la Bundesliga».

Però, che paragone... Allora anche la Roma, con Luis Enrique.
«Stia tranquillo. Mica penso di venire in serie A. Ma, restando ciascuno nella propria dimensione, questi sono i modelli. In B, almeno, bisogna far così, salvo investire cifre enormi».

Sicchè Fortunato va bene così?
«Se stiamo facendo fatica, siamo tutti in discussione. Dal sottoscritto, al direttore sportivo, ai giocatori. Quindi anche il tecnico. Ma non è il momento dei processi. Fortunato deve lavorare con questi ragazzi perché trovino un'identità tattica capace di garantire un'adeguata protezione al reparto difensivo oltre a trasmettere quella giusta cattiveria agonistica che si è vista solo a tratti. Voglio lasciargli il tempo che serve, ma l'inversione di tendenza si deve "percepire" chiaramente».

Motivazioni, cattiveria: concetti un po' vaghi, non le pare?
«Concetti che devono poi trovare attuazione sul campo, negli atteggiamenti dei giocatori. Perchè Regonesi, ancora a inizio partita, va per calciare una punizione e poi la tira Previtali? Questo è un esempio, ma certe situazioni devono essere prestabilite».

Spiacente, ma l'ultima domanda è di rito. E se l'AlbinoLeffe perde pure sabato, a Vicenza?
«A Vicenza c'aspetta un campo infuocato. Cercheranno di far valere il fattore campo ma ci saremo anche noi con tanta voglia di far punti. Vedrà: la squadra saprà rispondere con una prestazione importante. Aiutiamola tutti quanti».

m.sanfilippo

© riproduzione riservata