Mercoledì 26 Ottobre 2011

Tiri liberi sulla Comark Treviglio
Manca un altro «mangiacanestri»

Come condividere quel forumista (pure lui, chissà perché, anonimo) di un sito baskettaro locale, se sostiene che coach Adriano Vertemati ha contribuito al ko della Comark, domenica al PalaFacchetti?

Il frequentatore della rete on line, solito ad atteggiarsi a depositario del verbo baskettaro (in parte, onestamente, è da riconoscerglielo, anche se si sa che nello sport tutti o quasi si ritengono tali) imputa, in particolare, al tecnico milanese di non aver gestito il carico di falli di cecchino Fabi perdendolo così definitivamente a 6 minuti e 30 secondi dal termine.

Da premettere che non esiste allenatore che non vorrebbe in campo il miglior quintetto nell'ultimo periodo di gara tanto più, come accaduto con Recanati, quando l'esito finale è oltremodo incerto. Non ci è sembrato, proprio, il caso di far perdere tempo a Vertemati sulla questione perché palesi e scontate sarebbero state le sue considerazioni anche se questa volta inappuntabilmente professionali e convincenti.

Indirettamente, però, l'amico interventista ci offre l'invidiabile assist per riproporre la mancanza di un altro «mangiacanestri», inteso nel più ampio senso del termine. L'avessimo in organico Vertemati, di sicuro, l'avrebbe utilizzato nei minuti decisivi al posto di Fabi o meglio l'avrebbe alternato anzitempo.

E con gli ipotizzabili punti in più del cecchino con ogni probabilità staremmo magnificando la Comark e il suo allenatore. Parlando, adesso, di cose più immediate l'importante è riprendersi subito dall' inattesa sconfitta. Meno male che il calendario spedisce, domenica 30 ottobre, il team del presidente Gian Franco Testa a Fabriano, contro avversari ancora a quota zero nei sei turni sin qui disputati.

Di sicuro capitan Zanella e compagni scenderanno sul parquet marchigiano dopo aver metabolizzato a dovere l'ultima battuta d'arresto non cadendo, cioè, nel rischioso errore di sottovalutare contendenti che non ci staranno facilmente a soccombere di nuovo.

Arturo Zambaldo

m.sanfilippo

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