Martedì 03 Gennaio 2012

Calcio, mercato di riparazione
E se Marino pescasse il jolly?

«Manterremo l'attuale quadratura con la sistemazione degli esuberi che abbiamo». E' la risposta di Pierpaolo Marino a «TuttomercatoWeb» sulle mosse nella campagna di riparazione dell'Atalanta ufficialmente cominciata martedì 3 gennaio. Parole che, francamente, dicono tutto o niente.

Una cosa, comunque, è certa: da scartare, almeno a prima vista, che il super apprezzato dirigente nerazzurro stia con le mani in mano in quanto il mercato estivo e invernale l' ha sempre avuto tra i protagonisti principali. Che poi gli riesca ogni colpo ad effetto è meglio non scommettere (mamma mia che termine!) considerando in quale ambito si agisce. Anche un bambino dà per scontato che lasceranno Bergamo senza procurare rimpianto ad alcuno Ardemagni, Caserta e Pettinari (elencati in rigoroso ordine alfabetico). Ma questo poco importa.

Occhi rivolti, invece, sui movimenti in entrata con specifoc riferimento proprio all' ex direttore sportivo di Avellino, Roma, Udinese e Napoli. Premessa: non sarebbe il caso, secondo noi, di scomodare Marino per aggiungere al gruppone di Zingonia un centrale difensivo per sostituire, con contratto a termine, l' infortunato Capelli. Da Marino, ribadiamo, ci attendiamo compiti più complicati.

Ci assilla, però, una precisa domanda: non sarebbe più razionale se questa Atalanta, da etichettare senza ombra di dubbio meravigliosa, venisse confermata in blocco o quasi? A nostro avviso la società avrebbe agito in tal senso se non fosse subentrato il secondo choccante filone del calcio scommesse. In altre parole una volta, come brillantemente accaduto, messa in disparte in un lampo la precedente penalizzazione si sarebbe, poi, potuto proseguire con l'organico attuale in piena linea con l' obiettivo-salvezza, pressoché, già alla portata. Ma qualora si dovesse fare i conti, dall'oggi al domani, con un aggravio di zavorra, adesso in quantificabile, perché non inseguire una pedina pregiata? E qui tornerebbe in ballo la professionalità e l'arguzia di Marino sollecitato, tanto più, da un Antonio Percassi che anche solo al pensiero di una ridiscesa di categoria lo fa sobbalzare a pieno diritto.

A questo punto l'intero mondo atalantino gradirebbe sentir parlare di nomi e cognomi disposti a indossare e onorare la nuova maglia. Impossibile a meno che si dia credito alle tradizionali chiacchiere o se preferite «voci» sparate e megafonate ad arte dalle bocche di non disinteressati procuratori. Anche sul conto dell' Atalanta se ne sentono e leggono in quantità industriale anche se da noi da circa 6 mesi disponiamo di Marino. A buon intendotor, con quel che segue…

Arturo Zambaldo

e.roncalli

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