Martedì 31 Gennaio 2012

Atalanta senza «botti» in entrata
tra i tifosi vince l'insoddisfazione

Nessun botto in entrata ma in uscita sì. Se la Juventus non ci avesse «scippato» Simone Padoin alla vigilia della chiusura delle trattative non ci saremmo privati di una pedina di sicuro rendimento continuando a far leva su una rosa che ci ha regalato parecchi punti e non poche prestazioni divertenti.

Alzi la mano, infatti, chi si è entusiasmato per gli ingaggi di Carrozza, Cazzola e Stendardo. I primi due, tuttora, digiuni della massima serie; l'altro, un affidabile mestierante e nulla più. Terzetto di arrivi, che sia pure dai ruoli differenti sul terreno di gioco, equivalgono ai partenti Ardemagni, Caserta e Pettinari. Certo, ad usufruire dei movimenti invernali sono state le casse della società nerazzurra, rimpolpate dai circa 5 milioni di euro, per Padoin, provenienti dritti dritti da Torino.

Del resto il detto «non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca», anche in questa circostanza, calza a pennello. Non dimentichiamo che
l'Atalanta, non potendo assolutamente competere dal punto di vista finanziario con i club che vanno per la maggiore ha da sempre rigorose esigenze di bilancio: guai ad essere tentati nel dare il là ai cosiddetti colpi di testa senza garanzie gestionali. L'aver blindato, per il momento, il gioiello Gabbiadini va ritenuta una gran bella strategia tecnica a patto che Stefano Colantuono si decida a utilizzarlo da titolare con la dovuta continuità.

E' il caso di ricordare che l'acclamato bomber della nazionale under 21 ha già una valutazione stratosferica e il fatto che l' Atalanta l'abbia ritirato dalle recenti trattative torna a suo inequivocabile merito. Trattenendo Gabbiadini e Tiribocchi, altra punta dal gol facile, funge da consolazione per il mancato acquisto di quell' attaccante puro, auspicato da un buon numero di addetti ai lavori e tifosi. In conclusione, abbiamo assistito, in chiave Atalanta, ad un mercato di riparazione che senza la clamorosa cessione di Padoin, destinato per di più a rivestire le funzioni di incominata bandiera nerazzurra, sarebbe passato in sordina.

Viceversa si sono subito sprigionate le immancabili due correnti di pensiero: i primi responsi parlano, comunque, di una schiera più folta di delusi o insoddisfatti che dir si voglia.

Arturo Zambaldo

a.ceresoli

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