Martedì 28 Febbraio 2012

Scommesse, «Amnistia sportiva»
Petrucci: «Ipotesi irrealizzabile»

Roberto Di Martino, il procuratore della Repubblica di Cremona che indaga sul Calcioscommesse, vorrebbe una sorta di amnistia per chiudere definitivamente la vicenda e voltare pagina.

«Secondo me sarebbe auspicabile qualche provvedimento, tipo amnistia, in senso sportivo soprattutto, non tanto dal punto di vista penale», ha detto Di Martino in un'intervista a Sky Sport 24. «Cioè - precisa - qualche cosa che consenta un chiarimento e di ripartire da zero, senza provocare danni a nessuno».

«Consentire una ripartenza, una qualche moralizzazione, reprimere questi fenomeni che - avverte, nell'intervista a Sky Sport 24, l'uomo chiave dell'inchiesta sul Calcioscommesse "Last Bet", che ha coinvolto diversi calciatori di primo piano come l'ex atalantino Cristiano Doni - diciamo, per lo sportivo corretto sono veramente fastidiosi».

«Il fenomeno - prosegue Di Martino - è così vasto e coinvolge un numero così importante di calciatori da ipotizzare la necessità di un'amnistia, ovviamente riservata alla giustizia sportiva, per ripartire da zero».

«I segnali che ci sono - aggiunge il pm di Cremona - sono quelli di un quadro abbastanza vasto. In Europa e non solo in Europa. Anzi, in posti diciamo così esotici, va anche peggio. Almeno qui in Italia la gente segue il campionato di calcio e si rende conto e può criticare con cognizione di causa. In altri posti si fa anche di peggio senza rischiare di essere scoperti».


Di parere opposto il presidente del Coni Gianni Petrucci: «Rispetto l'opera dei magistrati e dunque ringrazio Di Martino per il lavoro che sta facendo. Ma ho sentito anche il presidente della Figc, Abete, e quella dell'amnistia sportiva è un'ipotesi irrealizzabile».

«Proprio il Coni - aggiunge Petrucci -, in osservanza al Cio, ha recentemente varato un codice etico per il rispetto dei principi di lealtà e correttezza sportiva, è evidente che non possiamo essere favorevoli all'amnistia. Nel momento in cui vengono alla luce certi episodi, il nostro discorso deve essere chiaro dall'inizio e non dare adito a dubbi o interpretazioni diverse».

m.sanfilippo

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