Giovedì 01 Marzo 2012

Un'Atalanta timorosa a Udine?
No grazie, si giocherà alla pari

Giustissimi gli elogi all'Udinese (prossima avversaria dell'Atalanta) e all'allenatore Guidolin. Altrettanto onesto riconoscere quelli del team nerazzurro e di mister Colantuono. Precedenza alle inconfutabili cifre.

I lodevoli friulani sono terzi in graduatoria con 45 punti, appaiati alla Lazio e preceduti dalla super coppia Juventus-Milan. Gli atalantini, dimenticando la maledetta penalizzazione, occuperebbero il sesto posto (37 i punti conquistati sul campo) staccati di sole due lunghezze dal Napoli. Sette, dunque, i punti che ci dividono dalle zebrette, ben salde, riproponiamo, sul podio del massimo campionato.

Roba da non credere specie al ricordo che solo nel maggio scorso dovevamo fare i conti anche con squadre come Gubbio, Frosinone, Gallipoli con doveroso rispetto nei loro confronti.

Tornando al presente non riteniamo che l'Atalanta dovrà calpestare il terreno di Udine palesando timore riverenziale. A megafonarlo è l'applaudita prestazione con relativo risultato di domenica scorsa con la Roma. Anche i giallorossi capitolini ci erano stati presentati nelle vesti di autorevoli big.

Da qui la concreta possibilità di pregustare un piacevole bis in rapida successione. Naturalmente, tanto per cominciare, l'Udinese vanta, e scusate se è poco, Di Natale ma tra i nerazzurri sta giganteggiando un certo Denis.

Quanto ai dui tecnici, da una parte l'osannato Guidolin, dall'altra un Colantuono, addirittura, in continua e progressiva escalation. L'Atalanta ha dalla sua due fattori non affatto trascurabili. Precedenza a quello psicologico o se si preferisce a quello della più assoluta tranquillità a differenza dei locali, votati a vincere ad ogni costo anche perché giocheranno tra le mura amiche.

Altro valore aggiunto, in casa atalantina, la smagliante condizione atletica dei componenti l'organico. Ed è risaputo che quando un gruppo dispone di un'adeguata forma psicofisica diventano alla portata pure i traguardi magari sulla carta decisamente sfavorevoli. Stando così le cose guai a non essere fiduciosi…

Arturo Zambaldo

a.ceresoli

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