Domenica 18 Marzo 2012

L'Atalanta continua a stupire:
senza il -6 avrebbe sognato

L'Atalanta continua a stupire. Uscire imbattuta dal Meazza - dove peraltro avrebbe meritato di vincere - la dice proprio lunga. Impossibile sorvolare sul diverso metro di giudizio utilizzato dall'arbitro che ha concesso un penalty quanto meno discutibile all' Inter negandocene uno grande come una casa.

Per non parlare di falli assegnati nella maggior parte dei casi agli interisti. Comunque un altro punto collocato in cassaforte non è da gettare. Una prestazione del collettivo da mettere orgogliosamente sul piedestallo. Formazione in emergenza la nostra?

Sì senza alcun dubbio ma non per questo di andare in affanno o di accusare quel timore reverenziale ipotizzato da parecchi. In altri termini, dei contemporanei forfait di pedine di spessore quali Denis, Peluso e Brighi quasi quasi non ce ne siamo accorti. Anzi, a voler guardar bene.

La malaugurata uscita di Marilungo all'inizio della ripresa ha consentito finalmente a Gabbiadini di esprimere un talento sinora megafonato solo tra gli azzurrini di Ciro Ferrara. E ancora: i sempre pronti alla chiamata Ferri e Raimondi ci hanno fatto, pressoché, dimenticare gli infortunati Peluso e Capelli.

Insomma, Stefano Colantuono, ormai abituato a modificare se non addirittura rivoluzionare l' undici da schierare di volta in volta, ci ha trasmesso il messaggio di evitare, in primo luogo, di piangerci addosso.

Che dire, inoltre, di un Consigli che pure alla Scala del calcio italiano si è tolto soddisfazioni ad iosa inviando in tal modo un ulteriore messaggio al commissario tecnico della nazionale Cesare Prandelli? Un accenno, adesso, alla condizione atletica dell'intero collettivo.

Coloro che da tempo ipotizzano un calo fisico della squadra dovrebbero mettersi il cuore in pace e rassegnarsi all'idea di non rimandare a chissà quando il sopraggiungere di acido lattico. Infine uno sguardo alla sempre rassicurante classifica mentre le partite da giocare si assottigliano. A noi, però, resta laa buona dose di rabbia visto che non ci abbandona un istante l'idea che i sei punti toltici dal calcio scommesse non ci permettono sogni europei.
Arturo Zambaldo

r.clemente

© riproduzione riservata