Venerdì 06 Aprile 2012

Confessano i «Masiello boy's»
Adesso attendono i «domiciliari»

I «Masiello boy's» hanno confessato. Avrebbero confermato l'identità di Mister X e avrebbero risposto alle domande sulla società giallorossa, sulla quale potrebbero ora concentrarsi le indagini.

Per ore nel carcere di Bari hanno raccontato al pm Ciro Angelillis la loro verità sul giro di scommesse organizzato con la complicità dell'ex difensore del Bari, Andrea Masiello, ora all'Atalanta. Gianni Carella e Fabio Giacobbe si aspettano ora che il gip Giovanni Abbattista li mandi ai domiciliari, come è successo giovedì per Masiello che è tornato nella sua casa di Bergamo. La decisione del giudice si conoscerà sabato mattina, ma è scontato che concederà ai due gli arresti domiciliari.

Le confessioni di Carella e Giacobbe - dicono fonti ben informate - hanno fornito ulteriori riscontri alle ammissioni fatte da Masiello nei tre interrogatori a cui l'ex difensore biancorosso è stato sottoposto in 24 ore, ed hanno fornito nuovi spunti investigativi. A cominciare dall'identità del Mister X salentino, indicato nell'imprenditore Carlo Quarta, che avrebbe dato al tridente Masiello-Carella-Quarta i 230 mila euro per truccare il derby Bari-Lecce (finito 0-2) del 15 aprile 2011. «I soldi - avrebbero confessato i tre al pm Angelillis - erano contenuti in una busta e avvolti da fascette».

Quarta, che ha assieme al padre un'azienda di generi alimentari e di forniture dolciarie, è candidato per una lista civica collegata al Pdl al Comune di Lecce. È un volto noto della movida salentina ed è molto vicino ai figli del patron del Lecce. Negli atti giudiziari precedenti le confessioni dei tre è indicato da un indagato come un amico del figlio del presidente del Lecce, Giovanni Semeraro. Ma sul punto il presidente dei giallorossi ha da subito affermato che la società è ´completamente estraneaª a qualsiasi combine. Da oggi il nome di Quarta è iscritto nel registro degli indagati per frode sportiva e sul suo conto sono in corso accertamenti, anche bancari per chiarire la provenienza del danaro.

Oggi Quarta è uscito allo scoperto. Si è difeso, ha detto ai giornalisti di essere a disposizione degli inquirenti baresi per «chiarire ogni circostanza, essendo i fatti privi di qualsivoglia fondamento e tesi unicamente a strumentalizzare rapporti antichi fondati su sentimenti autentici».

a.ceresoli

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