Mercoledì 02 Maggio 2012

I 5 anni di contratto a Marino
Garanzia per una solida programmazione

La parola fine alla tormentata telenovela sulla permanenza o meno a Bergamo di PierPaolo Marino l'ha pronunciata tutta d'un fiato Antonio Percassi nella diretta televisiva Tutto Atalanta, di lunedì sera, a Bergamo Tv. Il presidente nerazzurro ne ha dato notizia con enfasi etichettando, più volte, il dirigente campano «autentico fuoriclasse». E all'annuncio del rinnovo dell'accordo, durata di ben 5 anni, è subito seguito quello della promozione a direttore generale. Due notizie, collegate l'una con l'altra, di notevole spessore sotto diversi aspetti. In primo è da leggere in una incondizionata fiducia nei confronti di Marino, una sorta di meritato premio per il lavoro svolto nella decina di mesi dal suo arrivo a Zingonia. I 5 anni, poi, di prossima dimora orobica è con ogni probabilità l'equivalente di una programmazione societaria e sportiva di consistente livello.

Del resto il connubbio Percassi-Marino, nei rispettivi ruoli, rappresenta in partenza una garanzia da tenerne ben conto. A questo punto diventa facile lasciarsi trascinare da sogni addirittura di svolta epocale. D'accordo, da una vita il Dna degli atalantini privilegia l'accontentarsi di rimanere aggrappati alla serie A ma dove sta scritto che qualora dovessero sorgere i presupposti, ci tireremmo indietro? Da qui che la decisione resa nota da Percassi, senza alcun giro di parole, ci stimola ad allargarci su ambizioni e quant'altro. Al di là dell'insolita lunghezza del contratto, la dice lunga il nuovo incarico conferito a Marino anche se, praticamente, di fatto è da un po' che Marino opera in tal senso. In altre parole, nominandolo al vertice della dirigenza è sinonimo della consegna di pieni poteri con la famiglia Percassi naturalmente indiscussa numero uno. Saggia, infine,la conferma in blocco dello staff operativo scelto, sempre, dai Percassi, l'indomani dal passaggio del testimone ricevuto dai Ruggeri dopo 16 anni di non dimenticata gestione. Ci riferiamo a Roberto Spagnolo, Gabriele Zamagna e Giuseppe Corti: diligente terzetto che Marino deve aver, di sicuro, apprezzato.
Arturo Zambaldo

fa.tinaglia

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