Venerdì 01 Giugno 2012

L'Atalanta è fuori dall'incubo
con un'operazione capolavoro

Applausi, per favore. Applausi alla società e ai suoi legali. Perché un anno dopo esserci entrata, l'Atalanta esce dall'incubo. Il 1° giugno 2011 sono cominciati i guai, ieri 31 maggio 2012 sono finiti. Con un'operazione-capolavoro i legali (Bianchi-Morelli-Chiappero), con il consenso della proprietà (i Percassi), hanno condotto la società a un patteggiamento secondo i regolamenti impossibile. La conclusione è un -2 da scontare nella prossima serie A che merita davvero uno scrosciante applauso per il modo in cui è stato ottenuto. Riepiloghiamo il dietro le quinte.

L'illecito realizzato non è patteggiabile per il codice di giustizia sportiva, in questo Calcioscommesse lo è diventato per chi ha scelto di collaborare dato che il pm Palazzi e la Figc cercano pentiti. E li premiano. L'Atalanta, chiamata a rispondere per responsabilità oggettiva per un presunto illecito (1-1 a Padova) e per un'omessa denuncia (1-1 ad Ascoli) di Doni, dopo il -6 subìto per il 3-0 con il Piacenza (illecito confessato da Doni) non avrebbe potuto patteggiare se prima non l'avesse fatto il suo (ex) giocatore.

Bene: i legali della società, in collaborazione con i suoi difensori (Pino-Manco), hanno convinto Doni a patteggiare. Così l'ex atalantino ha evitato una radiazione probabilissima. Ma ha dovuto rinunciare al ricorso al Tnas per i tre anni e mezzo di squalifica subiti per Piacenza e accettare altri due anni dal patteggiamento. Totale 5 anni e 6 mesi di squalifica. Dopo aver scontato i primi tre potrà chiedere la grazia.

Di conseguenza per l'Atalanta è stato possibile patteggiare, e con Palazzi è stata concordata questa «uscita»: due punti di penalità e 25 mila euro di multa. Diciamo meno della metà della pena che il pm avrebbe chiesto andando a processo (5 punti, si sussurrava tra gli addetti ai lavori). E adesso vedremo cosa succederà alle nostre avversarie in serie A, nei prossimi tre processi sportivi: il filone di Bari, quello di Napoli, il terzo processo per Cremona.

Di certo vedremo una corsa a patteggiare (saranno in molti...), con gli altri Palazzi sarà coerente: due punti per presunto illecito, un terzo se realizzato, un quarto per la presunta, un quinto per la pluralità di illeciti. Ci divertiremo. Altra questione: ma in tanta euforia, ci scordiamo che il patteggiamento è un'ammissione di colpa? La risposta è facile: il patteggiamento è un'ammissione di colpa se il reato è commesso da chi patteggia.

Ma la società che patteggia una responsabilità oggettiva, cioè le colpe che discendono dal reato di un suo giocatore, per quale assurda ragione si dovrebbe sentire di fronte a un'ammissione di colpa? Non lo è. No, i bergamaschi si devono considerare soddisfatti di questa via d'uscita. Anche perché oltre che l'epilogo di 12 mesi durante i quali a fissare l'agenda sono stati soprattutto i tribunali, questo è anche un premio allo stile scelto dalla società: profilo basso, mai una polemica, adesso un'uscita dai guai impeccabile. Bravo, presidente.

Ultima questione: da ieri circola l'immancabile, velenoso chiacchiericcio che vorrebbe l'Atalanta a rischio di un nuovo coinvolgimento: «Ah, se parla Ruopolo di Padova-Atalanta...». Ruopolo? Primo, ha già parlato. E ieri ha patteggiato, ovviamente con il consenso di Palazzi. Secondo (ma non ce n'è bisogno): Padova-Atalanta è passata in giudicato. Domandone: e provare a sentirsi atalantini, almeno dieci minuti nella vita?

Pietro Serina

m.sanfilippo

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