Mercoledì 18 Luglio 2012

Percassi arriva in mongolfiera
e presenta bomber Parra ai tifosi

È arrivato in mongolfiera. Come a dire: restiamo con i piedi per terra, ma è in alto, tanto in alto, che l'Atalanta vuole arrivare. Come ormai tradizione vuole, l'ultima sera della Festa della Dea è dedicata al one-man show del presidente dell'Atalanta, Antonio Percassi.

Che è arrivato attorno alle 23, preceduto da tutto lo staff dirigenziale, accompagnato nel cuore della festa a bordo di una ruspa, con Marino perfettamente a suo agio, intento a lanciare baci alla gente. Ma la grande attesa era tutta per Percassi, che attendeva il suo turno a bordo di una mongolfiera, con Facundo Parra.

Perché il regalo che Percassi ha portato al popolo atalantino era lui, il nuovo attaccante atalantino, arrivato a Bergamo in gran segreto in mattinata e, di fatto, presentato ufficialmente martedì sera 17 luglio. Atterraggio riuscito, non senza qualche apprensione per l'eccesso di vento, alle 22,51.

«Facciamo un bel debutto - dice subito Percassi - è arrivato a Bergamo un giocatore importante per noi, che seguivamo da mesi. Lo seguivamo da Bergamo, è da noi Parra». Subito ovazione per il nuovo attaccante, accompagnato dal procuratore, nell'occasione interprete, Leo Rodriguez.

«Buonasera, grazie», esordisce. In poche ore, vien da dire, ha imparato più italiano di Moralez. «Tu sai che tifoseria hai qui di fronte, questi sono micidiali - gli dice Percassi - ricordati che qui devi tirar fuori tutto». «Un'accoglienza eccellente - dice Parra - e cercheremo di ganar todo, con il cuore come dite voi».

Poi è la volta di Percassi. «Portaci in Europa», gli chiede la gente. «Ma noi vogliamo tenere i piedi per terra - risponde Percassi -. Il nostro obiettivo è la salvezza, per noi è come vincere il campionato. Posso garantirvi che noi saremo pronti ogni domenica. Abbiamo bisogno ancora di più del vostro appoggio, dobbiamo tutti superarci. Voi siete il dodicesimo giocatore, quello che dà gli stimoli, voi siete forti insieme a noi. Faremo le cose per bene».

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m.sanfilippo

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