Mercoledì 01 Agosto 2012

Olimpiadi, il diario di Pinotti
«Atmosfera elettrizzante, però...»

di Marco Pinotti

Quest'anno, a differenza di Pechino 2008, la nazionale di ciclismo ha scelto alloggiare sempre al villaggio olimpico. Al di là del risparmio economico, che non guasta mai, è una scelta che per il sottoscritto, alla prima esperienza olimpica, è più che giustificata.

L'atmosfera che si respira all'interno è elettrizzante. Ogni persona che si incontra, che sia un atleta o chiunque altro dello staff, ha lo sguardo di chi sa quello che vuole, il passo convinto verso il proprio obiettivo. Tutti quelli che vi lavorano, dai militari ai camerieri della mensa sono gentili oltre ogni misura. Deve essere anche per loro un'esperienza unica.

Tuttavia, per alcune discipline, tra cui la cronometro, ci sono alcuni disagi da superare. Se nei due giorni precedenti ero riuscito ad allenarmi fuori dal traffico percorrendo prima 30' in auto ieri era giunto il momento di visionare il percorso di gara. Il circuito dista 35 chilometri da qui, ma occorre passare attraverso il centro della città. Praticamente tutti i favoriti si sono trasferiti domenica sera in alberghi più vicini.

Ieri mattina ho capito il perché. Siamo andati con il bus ufficiale sul circuito per la ricognizione programmata (insieme a tutti gli atleti scortati dalla polizia), per le 10 di mattina. Partiti alle 7.30, siamo arrivati con qualche minuto di ritardo! Quasi tre ore di viaggio, ma la cosa comica è che l'autista ha sbagliato più volte strada. Sul pullman eravamo solamente io, le ragazze italiane, il norvegese Boasson Hagen e la neo olimpionica Marianne Vos. Per fortuna ci hanno aspettato prima di partire per l'allenamento.

Il ritorno è stato meno drammatico, "solamente" novanta minuti. Oggi è il giorno della gara e per non sbagliare andremo appena dopo colazione, mentre il via sarà alle 15.01.

a.ceresoli

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