Venerdì 19 Aprile 2013

Pizzul: «Sì, Atalanta-Malines
mi è sempre rimasta nel cuore»

«Atalanta-Malines... Come non ricordarla? Un'atmosfera del tutto particolare, ma quasi più per quello che si viveva e si sentiva, si respirava nello stadio che per le emozioni regalate dalla partita. Che pure non sono mancate. C'era Gimondi in tribuna e c'era anche Merckx: ecco, mi piace ricordare anche questa rivalità che si riproponeva nei due campioni-tifosi».

La voce è quella che ha accompagnato tante partite della Nazionale, per cinque campionati del mondo, dal 1986 al 2002. Bruno Pizzul, il gigante friulano (come Cantarutti, protagonista della doppia sfida con lo Sporting Lisbona), aveva seguito l'Atalanta anche nella trasferta di Malines, assieme alla seconda voce Sandro Mazzola, a cui la Rai aveva affidato il commento tecnico.

Quel Malines-Atalanta che, dati auditel alla mano, aveva richiamato davanti ai teleschermi di Raiuno quasi dieci milioni di spettatori, cifre che oggi sono da grande evento. L'Atalanta squadra simpatia, l'Atalanta unica rappresentante del calcio italiano in Europa, in Coppa delle Coppe.

«In effetti anche il riscontro dei dati era stato un successo - ricorda Pizzul -, qualcosa di incredibile come l'impresa che stava realizzando l'Atalanta. Certo, era una squadra di serie B e anche questo contribuiva ad alimentare il senso dell'impresa, di qualcosa che sembrava impossibile eppure neanche tanto».

Quarantamila persone, al Comunale, nel ritorno. «Devo ammettere - continua Pizzul - che ho in mente sì le varie fasi della partita, dal gol su rigore di Garlini, al palo poco fortunato su colpo di testa di Fortunato, fino alla disillusione del pareggio di Rutjes e la rete successiva dei belgi. Però la festa è continuata anche dopo, l'Atalanta stava perdendo e il sogno finale stava sfumando, eppure in tutto lo stadio continuava la festa, così come fuori in città non si sentiva volare una mosca. E in tutta Italia (quasi nove milioni di spettatori davanti alla tivù il dato auditel, ndr) la squadra nerazzurra aveva saputo creare un forte coinvolgimento».

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m.sanfilippo

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