Agnelli cede: «La Superlega non va avanti». Passo indietro anche di Inter e Milan
L’Allianz Stadium di proprietà della Juventus

Agnelli cede: «La Superlega non va avanti». Passo indietro anche di Inter e Milan

Il presidente bianconero dopo la ritirata delle squadre inglesi: «Non può andare avanti». In mattinata passo indietro di Atletico Madrid, Inter e Milan dopo i sei club inglesi.

Il progetto della Superlega non esiste più senza i club inglesi. Lo ammette alla France Presse l’entourage del presidente della Juventus Andrea Agnelli. Parole confermate all’Ansa nella mattinata di mercoledì 21 aprile da un portavoce dello stesso Agnelli. I media britannici hanno celebrato ieri la ritirata dei sei club inglesi che hanno di fatto fermato il progetto della Superlega. «La vittoria del potere dei tifosi» hanno scritto i tabloid d’Oltremanica. Una decisione, quella delle sei società della Premier League, maturata a seguito anche delle vibranti proteste - sui social come fuori dagli stadi - dei loro stessi tifosi, all’unanimità contrari al controverso piano.

Dopo il ritiro dei sei club inglesi anche il presidente della Juventus pare aver deciso per un passo indietro. Il progetto Superlega è diventato un autogol per la Juventus anche in Piazza Affari. Sul listino di Borsa milanese il titolo cede l’12,35% a 0,76 euro, ampliando il già forte rialzo segnato in apertura. Un crollo che segue le prime difficoltà del progetto Superlega, con l’abbandono annunciato delle squadre di calcio inglesi e le ultime dichiarazioni di Agnelli.

In mattinata è arrivato il dietrofront anche dell’Atletico Madrid. «L’Atlético Madrid aveva deciso lunedì scorso di aderire a questo progetto in risposta a circostanze che oggi non esistono più», spiega la nota. «La rosa della prima squadra e l’allenatore hanno mostrato la propria soddisfazione», aggiunge il comunicato. Si tratta del primo dei tre club spagnoli che avevano aderito al progetto a comunicare la rinuncia allo stesso.

E pure l’Inter conferma «FC Internazionale Milano conferma che il Club non fa più parte del progetto Super League». Con una nota ufficiale il club nerazzurro ribadisce quanto anticipato all’Ansa in nottata. «Siamo sempre impegnati a dare ai tifosi la migliore esperienza calcistica; l’innovazione e l’inclusione sono parte del nostro Dna fin dalla nostra fondazione. Il nostro impegno con tutte le parti interessate per migliorare l’industria del calcio non cambierà mai».

In tarda mattinata arriva il passo indietro anche del Milan. «La voce e le preoccupazioni dei tifosi in tutto il mondo rispetto al progetto di Super League sono state forti e chiare, e il nostro Club deve rimanere sensibile e attento all’opinione di chi ama questo meraviglioso sport»: scrive il Milan. Il Milan spiega di aver «accettato l’invito con genuina intenzione» per creare migliore competizione possibile e «tutelare gli interessi del club». «Il cambiamento non è facile - si legge nella nota - ma l’evoluzione è necessaria per progredire».

«Pur rimanendo convinta della fondatezza dei presupposti sportivi, commerciali e legali», La Juventus ritiene che il progetto Superlega «presenti allo stato attuale ridotte possibilità di essere portato a compimento nella forma in cui è stato inizialmente concepito». Lo precisa il club, commentando in una nota l’intenzione di alcuni club di abbandonare il progetto. «La Juventus rimane impegnata - aggiunge la nota - nella ricerca di costruzione di valore a lungo termine per la Società e per l’intero movimento calcistico».


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