Atalanta, abbonati a quota 10.958 In serie A non succedeva dal 2002

Atalanta, abbonati a quota 10.958
In serie A non succedeva dal 2002

Non succedeva da 12 anni di superare i diecimila abbonati in serie A. Era il 2002 (10.958 tessere vendute) e - tenetevi forti - quell’anno con Vava e Finardi in panchina finì con la retrocessione in B dopo lo spareggio con la Reggina.

Da allora gli abbonati per l’Atalanta avevano superato quota diecimila solo nel 2010/11 in serie B. I Percassi, appena rientrati, scelsero di riempire lo stadio con il quasi gratis: 16.195 abbonati pagarono mediamente 84 euro per 21 partite (4 euro a gara).

Quest’anno la campagna è stato uno choc simile a quello di 4 anni fa, ma ora siamo nel calcio per eccellenza, in serie A: -20% nei prezzi, giubbotti invernali in omaggio per tutti, conferma dei trasporti gratuiti (oltre 300 mila euro di costo per la società).

E il risultato finale della campagna abbonamenti dell’estate scorsa è un premio alle scelte dell’Atalanta: 10.678 abbonamenti venduti (+24,4%), per un incasso di 2.158.480 euro. Fa 202 euro di costo medio per 19 partite: 10,63 euro a gara.

L’obiettivo posto dalla società era quota 12.500 tessere vendute, cioè il numero di abbonamenti che - a stima - avrebbe permesso di pareggiare l’introito della stagione scorsa. Le 8.585 tessere vendute nell’estate 2013 avevano permesso di incassare 2.304.880 euro. Quest’anno mancano 146.400 euro per pareggiare quell’incasso.

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