Atalanta, prestazione da sbadigli Ma non è tutto da condannare

Atalanta, prestazione da sbadigli
Ma non è tutto da condannare

Sulla prestazione a dir poco opaca o da sbadiglio che dir si voglia col Carpi c’è unanimità di giudizio. Ci mancherebbe! Sostenere, però, che tutto, in casa atalantina vada per il verso sbagliato non ci pare equo.

In primo luogo col punto di Modena l’incubo (?) salvezza è stato largamente sbiadito e non è poco. D’accordo, occorre anche ringraziare il terzultimo Frosinone (sconfitto dalla Sampdoria) ma se lo stesso team ciociaro ha sette punti in meno non è colpa o demerito dei nerazzurri. State a sentire: sembra un paradosso ma è proprio così.

A suscitare nell’ambiente della tifoseria, oggi come oggi, amarezze e contrarietà è il riferimento alla trionfale marcia dell’andata con l’Atalanta, a un determinato momento settima in classifica a soli tre punti dall’Europa. Ma la storia ultracentenaria del club orobico ci ricorda realisticamente che ogni permanenza in serie A va o meglio sarebbe da festeggiare da cima a fondo.

Per carità, guai voltare le spalle a qualche exploit (del tipo di procurare scherzi carnevaleschi, di tanto in tanto, alle formazioni blasonate) o di fornire alcuni giocatori alla Nazionale. Di più, salvo eccezionali sorprese, non ci è consentito. Rassegnazione disarmante la nostra? Non pensiamo a patto che si tenga puntualmente presente l’originaria identità di società provinciale da sventolare con evidente orgoglio.

E in tema di ricerche di prodezze il calendario ci offre, domenica, la sfida con la capolista Juve. Fermarla se non addirittura rispedirla a casa con il classico pugno di mosche in mano equivarrebbe farci dimenticare di colpo l’incolore 1-1 di Modena. Ecco, questa è l’Atalanta che da sempre ci piace coniugare...

Arturo Zambaldo


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