Costanzi: «No a protezionismo nel calcio» Atalanta, Kulusevski esempio d’integrazione

Costanzi: «No a protezionismo nel calcio»
Atalanta, Kulusevski esempio d’integrazione

Il responsabile del vivaio era ospite alla presentazione de «La Scuola allo Stadio».

«In tutti gli anni a questo punto della stagione guardiamo ai risultati della Primavera sperando di poterci confermare, ma come successo a Musa Barrow nel 2018 ora anche Dejan Kulusevski è stato promosso in prima squadra». Così il responsabile del settore giovanile dell’Atalanta, Maurizio Costanzi, sulla recente transizione dei gioiellino svedese di origini macedoni classe 2000 dall’Under 19 ai «big” di Gian Piero Gasperini.

Maurizio Costanzi

Maurizio Costanzi
(Foto by Magni Paolo Foto)

«È molto più importante che i giovani del vivaio possano maturare e arrivino sopra - puntualizza Costanzi, riferendosi ai recenti subentri del fantasista mancino a Frosinone, contro il Milan e a Torino -. Kulusevski è un ottimo profilo che deve fare la sua esperienza, perché il calcio professionistico pretende intensità psico-fisica. A maggior ragione nell’Atalanta, ormai collocata in una fascia per cui deve offrire qualcosa in un contesto di partite di altissimo livello». Il dirigente presenta il giocatore anche come modello di integrazione: «Su questo tema sono completamente favorevole, nella globalizzazione si guarda al nostro territorio ma ci si apre anche al mondo - chiosa -. Chiudersi dentro orizzonti ristretti e steccati ideologici non ha senso, sarebbe poco lungimirante. Non sono favorevole al protezionismo delle opportunità».


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