Ats, pronto soccorso per i sindaci h24 «Nessuno si deve sentire abbandonato»
Omar Rota, in prima linea nel Distretto Ats Bergamo Ovest

Ats, pronto soccorso per i sindaci h24
«Nessuno si deve sentire abbandonato»

Il racconto degli interventi di sostegno ai mille problemi che i sindaci in Bergamasca incontrano nell’emergenza coronavirus.

Ogni giorno sul territorio per affrontare e risolvere i piccoli grandi problemi della popolazione e degli amministratori locali nel momento dell’emergenza coronavirus: sono le squadre di pronto intervento istituite dall’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo che, in un’ottica di problem solving, «battono» il territorio di Bergamo distretto per distretto.

«In raccordo con l’Ufficio Sindaci abbiamo assunto un ruolo di interfaccia diretta con il territorio e, nel mio caso, in primis con i sindaci degli Ambiti di Dalmine, Treviglio, Romano di Lombardia e Isola Bergamasca. Settantasette comuni in tutto, disponibilità sette giorni su sette - spiega Omar Rota, in prima linea nel Distretto Bergamo Ovest -. Ogni giorno ci si fa carico dei bisogni che i sindaci sottopongono, cercando insieme agli amministratori locali le soluzioni più adeguate, in un quadro socio sanitario delicato, dove l’ascolto e la comprensione sono fattori determinanti».

Durante le telefonate, che ormai non si contano più, si alternano storie di dolore, di lutto non elaborato (per quei funerali non celebrati), di fatica nel sostenere i più fragili, ma anche storie di generosità e di vicinanza. Giorni pesanti, frenetici, senza tregua. Giornate dove mantenere la lucidità nonostante lo sconforto e la stanchezza. Da oltre un mese non si molla: davvero nessuno deve sentirsi abbandonato.

Un decesso da coronavirus e un condominio in allarme

«È un sabato sera di marzo, in piena emergenza coronavirus. È il sindaco di un piccolo paese dell’Isola Bergamasca che, allarmato, mi segnala una situazione critica nel suo comune», racconta Omar Rota, referente della squadra di pronto intervento del Distretto Ats Bergamo Ovest. «Una paziente positiva al virus è deceduta in casa. Nell’appartamento la povera figlia (in comprensibile stato di choc) e una minore sono entrambe in isolamento. Attorno un intero condominio allarmato per il rischio del contagio».

Una situazione da governare con tatto e competenza, ma soprattutto in tempi rapidi

Tra sabato sera e domenica Omar Rota e il sindaco attivano una serie di azioni coordinate per assicurare il servizio di sorveglianza sanitaria, con il tatto e la sensibilità necessari innanzi al dramma di una vita umana che si è spenta improvvisamente. In contemporanea forniscono puntuali informazioni ai condomini allarmati e dispongono una straordinaria sanificazione delle parti comuni del condominio per scongiurare il rischio di contagio. Il tutto in meno di ventiquattr’ore e durante un weekend.

Riportare a casa le comitive di anziani sani e salvi

È fine inverno. Comitive di anziani bergamaschi, come da tradizione, raggiungono in pullman le località balneari da Bolgare, Casirate, Madone, Palosco… a altri ancora. «Purtroppo questi poveri anziani hanno visto trasformarsi la loro tanto attesa vacanza in un vero e proprio incubo – racconta Omar Rota -. Alcuni membri di queste comitive, infatti, accusano sintomi severi di infezione da Coronavirus». Omar Rota, le autorità di altre regioni (Liguria e Campania in primis), i sindaci e la Protezione civile collaborano per attivare le procedure di rientro e per assicurare agli anziani, una volta rientrati, la quarantena al proprio domicilio.

«Uno sforzo enorme e costante, non privo di difficoltà, che spesso si è protratto fino a tarda notte. Un esempio di come il Distretto e i Sindaci, lavorando insieme e mettendo in campo tutta la loro capacità organizzativa e la loro esperienza, possono rispondere ai bisogni dei nostri cittadini», commenta Rota.


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