Un’altra vittima sul lavoro: muore a 53 anni urtato da un camion in una ditta di Spirano
I soccorsi a Spirano (Foto by Cesni)

Un’altra vittima sul lavoro: muore a 53 anni urtato da un camion in una ditta di Spirano

La tragedia nella tarda mattinata di lunedì 17 maggio. Vittima un mulettista di 53 anni, investito da un camion in retromarcia. I sindacati provinciali: «Salute e sicurezza sul lavoro, sviluppare un piano nazionale e provinciale con proposte concrete».

Ancora un incidente mortale sul lavoro in provincia di Bergamo. Dopo le tragedie del 6 maggio e dell’ 8 maggio, oggi si registra un’altra vittima. L’allarme è scattato a Spirano pochi minuti prima di mezzogiorno, alla ditta «De Berg», che si occupa di polestierene espanso, in via Campo Romano.

Secondo le prime ricostruzioni un mulettista di 53 anni, Sergio Persico, di Orio al Serio, è stato urtato da un camion di una ditta esterna in retromarcia nel piazzale. Sono arrivate in via Campo Romano due ambulanze e l’elisoccorso, ma purtroppo i traumi riportati dal 53enne sono risultati fatali. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri, la polizia locale, il sindaco di Spirano Yuri Grasselli e i tecnici dell’Ats.

«Bergamo sta pagando un tributo altissimo alla sicurezza – si legge in una nota unitaria diffusa nel pomeriggio dai sindacati Cgil, Cisl e Uil di Bergamo –, con tre morti nel giro di pochi giorni, e oggi, in una vicenda ancora da accertare, una dinamica particolarmente straziante, considerando che non si è verificato un incidente in una attività specifica di quella azienda, ma un investimento da mezzo in manovra. Non toglie nulla alla gravità di quanto avvenuto. Anzi, deve costringerci a ampliare le vedute in tema di sicurezza, che va naturalmente allargata anche allo spazio esterno all’azienda e alle azioni di manovra di mezzi esterni».

Cgil, Cisl e Uil di Bergamo, insieme alle categorie della chimica, Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil, ritengono «necessario passare all’azione e che venga sviluppato e condiviso un piano strategico nazionale e provinciale, su salute e sicurezza sul lavoro, che oltre alla denuncia si trasformi in proposte concrete e condivise, percorso completamente assente nel nostro paese. Per questo proponiamo un patto per la salute e sicurezza, oggi non più rinviabile».

«È necessario impegnarsi – sottolineano i sindacati – perché siano garantiti, per ogni lavoratrice e lavoratore, regolarità sul piano contrattuale, legalità, rispetto e centralità della persona e adeguata organizzazione del lavoro, con retribuzioni dignitose, agendo sui diversi piani di intervento, in tutti i settori e attraverso l’impegno diversificato, sul livello nazionale, nei territori e in ogni realtà lavorativa». «Un processo – aggiungono – che parta dalla qualificazione delle imprese, partendo dalla patente a punti per le imprese edili, e attraverso la formazione per tutti i datori di lavoro, a partire da chi avvia un’attività lavorativa; occorre rendere generalizzata la rappresentanza, contrattuale e tecnica (RSA/RSU- RLS/RLST) in ogni contesto lavorativo; ogni lavoratore e lavoratrice devono ricevere la formazione adeguata, preventiva e specifica alla svolgimento della mansione, sia sul piano tecnico, dei rischi e organizzativo; serve urgentemente una riforma del livello istituzionale e di coordinamento tra organi di vigilanza, a cui vengano dedicati finanziamenti adeguati con il fine di aumentare i controlli nei luoghi di lavoro con più ispettori del lavoro dell’INL/DTL e ASL/ATS. Infine, chiediamo di inserire e potenziare nei programmi scolastici di ogni ordine e grado, la materia della salute e sicurezza sul lavoro».

Anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, a nome di tutta la Regione, ha espresso «cordoglio e vicinanza» ai familiari dell’ennesima vittima sul lavoro a Spirano. «Ancora una volta - ha detto il presidente Fontana - ci troviamo di fronte a un lutto grave e ingiustificabile. Come Regione abbiamo incrementato le nostre azioni a salvaguardia dei lavoratori. Un impegno che continuerà a essere costante e, dove possibile, ancora più forte».


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