Violò le norme anti Covid e si rifiutò di chiudere: barista si rivolge al giudice di pace che la condanna

La titolare di un bar di Treviglio si era opposta all’ordinanza di chiusura emessa dal Prefetto.

Nonostante le normative anti-Covid allora vigenti lo vietassero, nel marzo scorso un bar di Treviglio aveva consentito ai clienti di effettuare la consumazione sul posto. Le Forze dell’ordine erano intervenute più volte per intimare alla titolare il rispetto delle regole. Nonostante ciò, il bar aveva continuato a servire ai vari clienti seduti ai tavoli. Gli agenti si sono visti costretti, a norma di legge, ad elevare sanzioni alla titolare e agli stessi avventori.

Poi è arrivata l’ordinanza del Prefetto di Bergamo con la quale si decretava la chiusura del bar trevigliese per 7 giorni. La titolare si era rifiutata di sottostare alle regole dello Stato e di chiudere il bar, appellandosi al Giudice di pace. Lo stesso giudice di pace ad aprile aveva «congelato» la questione ma nei giorni scorsi si è espresso dando ragione alle Forze dell’ordine, convalidando l’ordine della Prefettura, e con la conseguenza per i titolari di pagare le numerose sanzioni elevate a marzo e aprile.

«Il giudice di pace – spiegano dal Comando di Polizia locale del Comune di Treviglio – ha ritenuto pienamente legittima l’ordinanza prefettizia che aveva disposto la chiusura del bar sulla base degli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine. Adesso la titolare sarà tenuta a pagare la sanzioni. Secondo il giudice di pace tutta la normativa emergenziale adottata dallo Stato italiano era perfettamente conforme alla Costituzione e ai principi europei del diritto d’impresa».

L’Amministrazione commenta: «Non cantiamo vittoria perché qui non ci sono né vincitori né vinti, ma è giusto sottolineare che questo è un messaggio positivo per coloro che, pur con grandi disagi, hanno sempre rispettato le regole».

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