A «Molte Fedi» dialogo tra De Bortoli e Manicardi

A «Molte Fedi» dialogo
tra De Bortoli e Manicardi

«Un cristiano sul trono di Pietro-Un giudizio sul pontificato di Papa Francesco». A sei anni dall’elezione di papa Francesco, dialogo tra Feruccio de Bortoli e Luciano Manicardi martedì 19 novembre nella Chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano, in largo Bortolo Belotti 1, a Bergamo (inizio alle 20,45), nell’ambito degli incontro organizzati da Molte Fedi. per info: http://www.moltefedi.it/project/de-bortoli-manicardi-191119/

Quando, nel maggio 1965, viene pubblicata la traduzione in inglese del Giornale dell’anima, di Papa Giovanni XXIII, la famosa filosofa ebrea tedesca, naturalizzata statunitense, Hannah Arendt scrisse su «The New York review of books» un articolo dal titolo: «Un cristiano sul trono di Pietro». A sei anni dall’elezione e a cinque anni dalla sua prima esortazione apostolica, «Evangelii Gaudium», Papa Francesco continua, con la franchezza della parola, il suo discernimento critico della realtà, la sua efficace pedagogia dei gesti e con il suo stile cristiano inimitabile, a riproporre la freschezza originale del Vangelo per parlare al mondo di oggi senza inseguire la modernità, ma in dialogo con essa. Possiamo allora oggi dire anche di Papa Francesco che un cristiano siede sul trono di Pietro?

Ne parlano a Molte Fedi Ferruccio de Bortoli e Luciano Manicardi. De Bortoli, quarant’anni di giornalismo nelle principali testate del Paese delle quali è stato a lungo direttore, due volte al «Corriere della Sera», nonché al «Sole 24 ore», ha guidato l’informazione con chiarezza, in modo pacato, sempre dentro i principali problemi del nostro Paese. Continua, in altri ruoli, a coltivare un senso alto dell’informazione e della partecipazione civile. È presidente della casa editrice «Longanesi», presidente onorario della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano e dell’Associazione Vidas milanese.

Manicardi è entrato nella comunità monastica di Bose nel 1981, dove ha ricoperto il ruolo di maestro dei novizi e poi di vice priore. Dal 2017 è Priore. Da sempre attento all’intrecciarsi dei dati biblici con le acquisizioni dell’antropologia, riesce a far emergere dalla scrittura la dimensione esistenziale e la sapienza di vita di cui è portatrice. Attraverso seminari, conferenze, articoli e libri commenta la Parola per aiutare a interpretare alla sua luce il presente. Il suo ultimo libro è «Spiritualità e politica« («Qiqajon», 2019).

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