Bergamo nell’Olimpo della Guida Rossa «Vittorio» al top, new entry «Impronte»
Lo chef Cristian Fagone al centro (Foto by Matteo Zanardi)

Bergamo nell’Olimpo della Guida Rossa
«Vittorio» al top, new entry «Impronte»

Tre stelle per i fratelli Cerea nella «Guida Michelin Italia». Molte conferme per la nostra città. Una stella al ristorante di via Baioni. L’assessore regionale Lara Magoni: «Bergamo protagonista con una cucina di alta qualità».

È stata presentata nella mattinata di mercoledì 6 novembre, al Teatro municipale di Piacenza, la 65ª edizione della Guida Michelin Italia. Scopriamo tutti i premiati nell’ambito dell’appuntamento gourmet più atteso dell’anno. Per la Bergamasca si confermano al top della Guida Rossa con tre stelle Michelin «Da Vittorio» dei fratelli Cerea ed entra il bergamasco d’adozione Enrico Bartolini (conosciuto in città per il Casual in San Vigilio) con il suo Mudec a Milano. Tra le new entry orobiche una stella Michelin va al ristorante Impronte di Cristian Fagone di via Baioni.

Conferme per il cittadino Casual di Enrico Bartolini (guidato da Marco Locatelli e Alex Manzoni), per l’Osteria della Brughiera (Villa d’Almè) di Stefano Arrigoni, il Frosio (Almè) di Paolo e Camillo Frosio, per il Florian Maison (San Paolo d’Argon) di Umberto De Martino, per il Loro (Trescore Balneario) di Francesco Longhi e Antonio Rocchetti, per il San Martino (Treviglio) della famiglia Colleoni, per Il Saraceno (Cavernago) di Roberto Proto e per l’Anteprima (Chiuduno) della famiglia Tallarini.

Cristian Fagone del ristorante «Impronte»

Cristian Fagone del ristorante «Impronte»
(Foto by Matteo Zanardi)

«La ristorazione lombarda e bergamasca si confermano ai vertici dell’enogastronomia nazionale. La valorizzazione dei prodotti di qualità rappresenta un valore aggiunto imprescindibile per i maestri dell’arte culinaria dei nostri territori, chef vincenti in tradizione e innovazione». Così Lara Magoni, assessore regionale al Turismo, marketing territoriale e moda, commenta la presentazione della 65ª edizione della «Guida Michelin», che ha celebrato ben 62 ristoranti stellati lombardi.

«Ben dieci ristoranti stellati nella Bergamasca, a dimostrazione dell’alta qualità della proposta gastronomica: vero motore di promozione turistica in grado di valorizzare le eccellenze del nostro territorio», aggiunge l’assessore regionale. «Oggi è in costante aumento il numero dei turisti che sceglie la destinazione in base a percorsi legati ai gusti e ai sapori, nella ricerca di un’esperienza unica nel suo genere. I nostri chef, famosi a livello internazionale, tengono alta la bandiera dell’eccellenza della nostra Lombardia».

«D’altronde, il gusto è il vero motore del turismo – continua Lara Magoni –; basti pensare che prima di partire, il 23,8% dei turisti ricerca informazioni sui ristoranti e la vacanza enogastronomica produce la più alta spesa internazionale pro capite, circa 150 euro al giorno. Un ambito, quello della ristorazione, che vede la Lombardia primeggiare per offerta qualitativa e selezione delle materie prime. Un altro tassello importante che permetterà alla nostra regione di diventare la prima meta turistica italiana».

La guida Michelin Italia 2020 ha premiato 11 ristoranti con tre stelle Michelin, 35 locali hanno ricevuto due stelle, e a 328 è stata assegnata una stella per un totale di 374 ristoranti stellati. Nella Guida Michelin 2020, i ristoranti che propongono una cucina che «vale il viaggio», e quindi le 3 stelle Michelin, sono: Piazza Duomo ad Alba (Cn), Da Vittorio a Brusaporto, St. Hubertus, a San Cassiano (Bz), Le Calandre a Rubano (Pd), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (Mn), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (Aq), Mauro Uliassi a Senigallia (An) e Enrico Bartolini al Mudec a Milano. Sono due le novità tra i 35 ristoranti che «meritano una deviazione», e quindi le 2 stelle Michelin. La Madernassa, a Guarene in provincia di Cuneo e Glam di Enrico Bartolini a Venezia.

Chicco Cerea del ristorante «Da Vittorio» a Brusaporto

Chicco Cerea del ristorante «Da Vittorio» a Brusaporto

Sono 328 i ristoranti dalla «cucina di grande qualità, che merita la tappa», dei quali 30 new entry: le regioni più ricche di novità sono la Lombardia, la Campania e la Toscana, alle quali sono state assegnate più del 50% delle nuove stelle. A Bergamo entra il ristorante «Impronte» di Cristian Fagone in via Baioni. Tre i ristoranti bergamaschi segnalati invece nella lista dei Bib Gourmand: sono l’Osteria Burlingo di Palazzago, la Trattoria Dentella di Bracca e il cinese Kanton Restaurant di Capriate San Gervasio.

Lo chef Enrico Bartolini

Lo chef Enrico Bartolini

Perdono una stella, scendendo da due a una, Al sorriso di Soriso (No), Locanda Don Serafino a Ragusa, Vissani a Baschi (Tr) e Locanda Margon a Ravina (Tn).

La Guida Michelin nasce in Francia nel 1900. Si trattava di una piccola guida voluta dai fratelli Édouard e André Michelin, i fondatori della Michelin, per aiutare le poche migliaia di automobilisti francesi alle prese con un viaggio che, allora, era spesso avventuroso. Conteneva informazioni pratiche (dove fare rifornimento, dove trovare un’officina, dove cambiare gli pneumatici) e indicazioni su dove mangiare e dormire. Le ormai famose «stelle» sono legate a una valutazione esclusivamente connessa al valore della cucina: non del comfort (indicato dal simbolo della forchetta e del cucchiaio incrociati, da uno a cinque) né dello charme del ristorante (nome del locale evidenziato in rosso). I criteri per l’assegnazione della stella sono gli stessi in tutto il mondo: 1. Qualità della materia prima 2. Tecnica di cottura 3. Personalità della cucina 4. Costanza nel tempo 5. Rapporto qualità-prezzo.


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