Contagi, a luglio il 47% è variante Delta. Pregliasco: «Quasi il 100% entro un mese»

Contagi, a luglio il 47% è variante Delta. Pregliasco: «Quasi il 100% entro un mese»

Positivi in aumento in Regione, soprattutto con l’indiana: 381 quelli di ieri, di cui 18 nella Bergamasca. Il virologo: «I numeri sono destinati ad aumentare, solo il vaccino può proteggere efficacemente da infezioni gravi».

I numeri parlano chiaro: altri 381 positivi rintracciati in Lombardia nelle ultime 24 ore, di cui 18 nella Bergamasca. Un aumento consistente dei contagi nell’intero territorio regionale, con un +100,4% di positivi in sette giorni (9-15 luglio) rispetto alla settimana precedente (8-14 luglio) e la variante Delta (o indiana) non più marginale come a giugno: la direzione generale del Welfare ha evidenziato ieri che a luglio i casi riscontrati con variante Delta hanno raggiunto il 47% rispetto all’11% di giugno, «a conferma dello scambio in atto tra le varianti Alfa (inglese) e Delta (indiana)».

E ora si profilano nuovi scenari: «Entro un mese arriveremo quasi al 100% di nuovi positivi con variante Delta – sottolinea il virologo Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene all’Università Statale e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano -. È inevitabile, è successo anche altrove ed è solo questione di tempo. Arriveremo tra il 99 e il 100% di nuovi contagiati con questa mutazione del virus. È un caso di necessità dell’azione darwiniana del virus, che sopravvive con varianti a lui favorevoli. Solo il vaccino può proteggere efficacemente da infezioni gravi, ma i contagi sono destinati ad aumentare».

Il dato complessivo del 2021 fornito dal Welfare lombardo (aggiornato al 14 luglio) è di 20.089 analisi di genotipizzazione su 17.683 pazienti e sono 899 i lombardi ai quali è stata rilevata la variante Delta, ovvero il 5% di tutti i pazienti sottoposti alle analisi. Un dato generale da analizzare però con un focus sull’ultimo mese: «Dal 18 giugno – precisa la Regione – è stata disposta la genotipizzazione di tutti i tamponi positivi», che ha determinato appunto il sorpasso e la prevalenza della variante indiana (47% di positivi). Poi un altro dato: «A sottolineare l’importanza della vaccinazione – ribadisce la Regione - l’88% circa dei cittadini risultati positivi non ha ricevuto nessuna dose di vaccino, mentre è pari al 6% circa dei pazienti la percentuale di quelli che hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose. Percentuali pressoché comuni a tutte le varianti, a conferma della validità della copertura vaccinale a ciclo completo». E quindi un nuovo invito alla prudenza e a vaccinarsi prima possibile: nel raccomandare il rispetto di tutte le misure precauzionali quali distanziamento, uso della mascherina e disinfezione delle mani, la direzione generale Welfare «si appella nuovamente affinché tutti coloro che ancora non hanno aderito alla campagna vaccinale lo facciano con urgenza».

Nella Bergamasca 13 i ricoverati

L’incidenza dei nuovi positivi ogni 100 mila abitanti in Lombardia ha raggiunto il valore 18,3 (il 15 giugno era 17,5, ma a fine mese era sceso a 8 e poi è risalito), mentre in Bergamasca è di 7,5 (un mese fa era 15,5; il 1° luglio 4,2). Numeri ai quali bisogna prestazione attenzione, anche se il dato dei ricoveri resta sostanzialmente stabile: in regione ieri si sono registrati 5 ingressi in più nei reparti ordinari e 3 unità in meno nelle Terapie intensive (il totale è di 128 degenti Covid ordinari e 29 in Rianimazione), mentre in provincia si è riscontrato un calo di 3 ricoverati in 24 ore e sono ora 13 i degenti complessivi, tutti ricoverati all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo (Terapia intensiva vuota), con le altre strutture del territorio Covid free.

Sul fronte decessi, si è registrato il secondo giorno consecutivo senza vittime nel territorio regionale, un dato che nella Bergamasca si ripete da 26 giorni senza soluzione di continuità (l’ultima vittima per Covid il 19 giugno). Quindi ricoveri stabili, decessi in netta frenata, ma contagi sempre più numerosi, con la Lombardia sempre ai primi posti nell’incremento giornaliero nazionale. Il virologo Pregliasco invita a non abbassare la guardia: «Stiamo seguendo, come in una rincorsa, quanto è accaduto in Paesi che hanno aperto prima. Una sorta di “effetto pay tv” in stanze diverse: vediamo in ritardo in Italia e in Lombardia il primo tempo di un film che in Inghilterra, Israele e altrove è nelle fasi successive, direi al secondo tempo avanzato. I dati dei contagi sono destinati a crescere, ma è sperabile che il vaccino abbia la capacità (come negli altri Paesi) di fermare l’infezione grave nei soggetti. C’è da dire che la variante Delta “buca” in qualche modo il vaccino, nel senso che permette comunque che un soggetto si infetti, anche se senza gravi complicazioni». Per arginare i contagi in crescita «non è da escludere che in autunno si possa arrivare a nuove restrizioni chirurgiche e settoriali, per spegnere sul nascere nuovi focolai visto che l’incendio è stato domato. E il tracciamento sarà sempre più decisivo - aggiunge Pregliasco -. Il “Green pass” inoltre può rivelarsi uno strumento prezioso per circolare in sicurezza ed evitare ulteriori rischi con la campagna vaccinale in corso».

Il tasso di positività regionale giovedì si è confermato superiore all’1 (1,1%) per la terza volta nell’ultima settimana (381 positivi sulla base di 32.332 tamponi processati). Il maggior incremento giornaliero di positivi a Milano (130 casi), a seguire Varese (43), Mantova (28), Monza e Brianza (26), Como (25), Brescia (23), Pavia (21), Bergamo (18), Lodi (17), Cremona (13), Lecco (6), Sondrio (2). Gli attuali positivi in Lombardia sono 7.877 e 7.720 i soggetti in isolamento domiciliare.

Nella Bergamasca sono 280 i soggetti positivi in isolamento obbligatorio (dato Ats al 14 luglio) e 107 i «contatti» in isolamento fiduciario. L’incremento settimanale è di 15 positivi in isolamento obbligatorio (erano 265 il 7 luglio) e di 27 unità in isolamento fiduciario perché «contatti» (erano 80).


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