Costa, intervista a L’Eco: «Mascherine al chiuso, sia una raccomandazione»

L’intervista Il sottosegretario alla Salute: «Diamo fiducia agli italiani: i cittadini ormai sanno bene che in un luogo affollato vanno indossate. Sui mezzi di trasporto credo convenga mantenere ancora per un po’ questa misura».

Costa, intervista a L’Eco: «Mascherine al chiuso, sia una raccomandazione»
Dal primo maggio potrebbe cessare l’obbligo di indossare le mascherine al chiuso, tranne che in alcuni contesti più a rischio, come i mezzi di trasporto pubblico

Nonostante i numeri dei casi positivi giornalieri siano ancora elevati, il sottosegretario alla Salute del governo Draghi, Andrea Costa, è ottimista e i un’intervista a L’Eco di Bergamo spiega che la situazione nelle strutture ospedaliere è sotto controllo e ci permette di procedere ad ulteriori allentamenti delle misure per l’estate, cominciando dall’eliminazione dell’obbligo di portare le mascherine al chiuso, che potrebbe scattare dal primo maggio.

«Parto da una considerazione: in questi due anni – spiega Costa – i cittadini italiani hanno maturato una consapevolezza diversa nei confronti del Covid e hanno sviluppato un maggior senso di responsabilità rispetto al in passato, unito a una coscienza di autoprotezione. Lo dimostra il fatto che, ad esempio, pur avendo tolto da mesi l’obbligo di mascherina all’aperto, molti continuano ad indossarla. Considerando la situazione epidemiologica attuale più favorevole rispetto ad alcuni mesi fa, ritengo ragionevole pensare che dal primo maggio le mascherine non saranno più obbligatorie neppure al chiuso, ma piuttosto raccomandate. Dopo due anni di regole e restrizioni dobbiamo dare fiducia agli italiani. Non escludo comunque che si possa valutare l’ipotesi di mantenerle al chiuso in situazioni particolari, come i mezzi di trasporto».

«Se pensiamo ai nostri treni, i nostri autobus e alle nostre metropolitane, credo che convenga prolungarne l’uso ancora per un po’. Questa differenziazione potrebbe essere di buon senso e necessaria: la discussione all’interno del governo è in corso. Per la stragrande maggioranza degli altri ambienti al chiuso, però, credo proprio che dalla fine di questo mese non saranno più obbligatorie. Mi preme precisare che la battaglia politica su questo tema la trovo sbagliata, rischiamo di creare un problema che non esiste. I cittadini sanno benissimo che in un luogo affollato è sempre consigliato tenere la mascherina, sia all’aperto che al chiuso. Ci vuole un approccio mentale diverso e più maturo, perché non siamo più nella prima fase della pandemia, quando dovemmo fare i conti con un virus sconosciuto e, talvolta, senza gli strumenti adeguati».

«Quella del Green pass è stata una misura molto utile, efficace e necessaria»

Quindi possiamo essere certi che entro l’estate saranno rimosse tutte le misure restrittive? «Ci sono tutte le condizioni per vivere un’estate senza restrizioni. Come anticipato, dal primo maggio rimarranno ben poche limitazioni. Il Green pass, di fatto, non sarà più richiesto, quindi, siamo vicini alla normalità. Il certificato verde è stato una misura molto utile, efficace e necessaria. Non solo ci ha consentito di mantenere aperte le nostre attività ma ha anche favorito la campagna vaccinale, a cui ha aderito una percentuale importantissima di cittadini (ad oggi il 92%). Penso, dunque, sia giunto il momento di mettere da parte questo strumento, che comunque continuerà ad esistere, pronto ad essere riattivato, qualora fosse necessario. Al momento la priorità resta sempre la somministrazione della terza dose ai 4 milioni di italiani che ancora non hanno ricevuto il richiamo».

Leggi tutta l’intervista sulla copia digitale de L'Eco di Bergamo dell’8 aprile

© RIPRODUZIONE RISERVATA