«Costretta a non pagare le tasse Ora senza lavoro e con una maxi multa»

«Costretta a non pagare le tasse
Ora senza lavoro e con una maxi multa»

Alla vigilia della Festa dei lavoratori, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, dice che l’Italia ha ripreso la strada della crescita ma resta ancora tanto da fare, soprattutto per l’occupazione dei giovani. Sul tema lavoro ci ha inviato un’email una lettrice bergamasca che racconta la drammaticità della sua posizione. Scrivi anche tu la tua storia, che può essere naturalmente anche positiva, è la nostra speranza, alla nostra redazione.

«Dopo un lunghissimo periodo di crisi che ha colpito duramente il lavoro e le imprese - scrive il ministro in una nota - nel corso dell’ultimo anno l’Italia ha ripreso la strada della crescita. Grazie anche alle riforme promosse dal governo è cresciuta la fiducia delle imprese e delle famiglie, sono ripartiti gli investimenti, si sono risvegliati i consumi. E soprattutto è tornato a crescere il lavoro. Con soddisfazione registriamo, in particolare, la crescita decisa del lavoro stabile. È un fatto importante, perché il lavoro rappresenta un aspetto centrale nella vita e nell’identità di ognuno. E un lavoro stabile migliora le prospettive di vita delle persone».

Se probabilmente la situazione è in lieve miglioramento, restano tantissimi i casi su i quali si deve riflettere, come quello di una lettrice che ci ha scritto. Ecco la sua testimonianza. Che sicuramente farà discutere.

«La mia storia è molto simile ad altre storie probabilmente, e come tante destinata a passare inosservata e magari essere presa in considerazione con un trafiletto di terza pagina di un giornale di provincia se io mi fossi stancata di vivere. Invece, la forza di andare avanti è venuta da mio figlio. “Non farli vincere!”. È una semplice frase, accompagnata da una pizza e da coccole che forse tanti non hanno avuto».

«La mia storia inizia all’incirca nel 2006 quando ebbi la malaugurata idea di non pagare alcune tasse. All’epoca avevo due part-time, tre figli da mantenere, un marito che gli alimenti me li passava soltanto di tanto in tanto e di altro non voleva sapere, per cui tutte le altre spese erano a mio carico, e un affitto da pagare. L’affitto dovevo pagarlo, le utenze pure, i figli minorenni dovevo mandarli a scuola… i due part-time divennero uno».

«Che fare? Non pagai le tasse. Avevo sporto denuncia per mancata assistenza nei confronti di mio marito, ho chiesto al Comune di aiutarmi a cercare un lavoro, mi hanno detto di rivolgermi all’Ufficio di massima occupazione, quelli mi hanno detto che non avevo l’età per trovarne uno, insomma… alla fine quella era la scelta più pericolosa ma più sensata per i miei figli».

«Passarono gli anni e ritrovai un part-time, ma disgraziatamente la ditta falli. Io attualmente devo percepire ancora tre mensilità arretrate e il Tfr. Tutto in mano a un curatore fallimentare. Che fare? Alla mia età, passati i cinquanta, difficile! Nonostante tutti dicano che la ripresa c’è».

«Mi venne l’idea di crearmelo il lavoro. Feci un corso per amministratore di condominio, lavoro che per altro avevo già svolto in passato. Aprii una partita Iva e tenendomi il part-time mattutino, cercai di sviluppare la nuova occupazione. Lavorai in uno studio per un po’ smaltendo un po’ il loro lavoro, ma non era un impiego e terminò ben presto anche questo. Cercare condomini è difficile!»

«Nel frattempo la Cooperativa di casa mia è fallita per la crisi degli immobili e cosi mi sono trovata senza casa. Ho cercato e con mio figlio ne abbiamo trovata una con un mutuo quasi al 100%. Ma se riuscivamo a pagare l’affitto a riscatto, abbiamo pensato, possiamo far fronte anche a un mutuo».

«Il mese scorso è arrivata l’intimazione di pagamento per un importo di 17 mila euro con un semplice bollettino allegato, come se una avesse in tasca monetina per pagare il parcheggio. Mi sono recata allo sportello di Equitalia, e un impiegato, che non ha mai alzato gli occhi dal suo tavolo, mi ha detto che non si poteva rateizzare e che avrei dovuto pagare tutto. Inoltre ho scoperto che il mio debito complessivo ammonta a più di 25 mila euro»

«Mi sono data dà fare e ho scoperto una giungla di studi, centri, associazioni, legali che si occupano di questi problemi. Alcuni sono affidabili, a mio avviso, altre un po’ meno. Ma il punto è: se non hai soldi come cavolo ti muovi? Ho preso un condominio da gestire, ma Equitalia mi ha pignorato tutto lo stipendio perché sono titolare di una partita Iva. Ora come faccio ad uscirne?»

«La rata del mutuo non può aspettare, le utenze non possono aspettare… mio figlio fa un lavoro da operaio, paga media 1.100 euro. Con cosa viviamo? Vi pare umano che a 54 anni, nonostante abbia cercato in tutti i modi di non pesare su nessuno e andare avanti, sia costretta a farmi mantenere da un ragazzo che avrebbe tutto il diritto di andarsene da casa e vivere la sua vita?

«Ma in che Italia viviamo? Per aver evaso 6-8 mila euro di tasse per povertà, sì povertà, non mi vergogno a dirlo, mi sono ritrovata con debito di venticinquemila euro e rotti. Se non è istigazione a compiere un gesto estremo questa estorsione, io non so cosa sia…

Lettera firmata


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