Covid, in bergamasca 8 morti
Preoccupa Treviglio

Venerdì i positivi nella nostra provincia sono saliti di 362 unità. Più 29 nella città della Bassa. Pregliasco: «Zona rossa? Misure opportune».

Covid, in bergamasca 8 morti     Preoccupa Treviglio

Un altro record infranto in Lombardia: ben 9.934 casi positivi rintracciati in 24 ore e il muro dei 10 mila contagiati solo sfiorato, ma destinato a essere sbriciolato nelle prossime ore. È stata un’altra giornata all’insegna di dati esponenziali sul territorio regionale, non ancora scalfiti dall’entrata in vigore della «zona rossa» e delle stringenti limitazioni i cui effetti - secondo gli esperti - inizieranno a manifestarsi nei prossimi giorni. E nell’attesa che il quadro epidemiologico registri qualche miglioramento, i numeri di ieri sono impietosi: quasi 10 mila positivi certificati, altre 48 persone ricoverate nei reparti di Terapia intensiva degli ospedali lombardi (totale 570), 245 pazienti in più nei reparti ordinari di medicina (5.563 posti letto occupati), 131 vittime giornaliere del Covid (superata quota 100 decessi giornalieri per la terza volta negli ultimi quattro giorni in Lombardia).

Numeri che necessitano di una sterzata verso il basso per ridurre il carico del sistema sanitario, anche se il rapporto tra tamponi processati (+46.401) e nuovi positivi (+9.934, tasso del 21,4%) non rappresenta il record assoluto (il 2 novembre si è raggiunto il tasso del 21,9%). Sui quasi 10 mila positivi giornalieri, 532 sono stati classificati debolmente positivi e 79 emersi a seguito di test sierologico. Altre 4.961 persone in 24 ore sono guarite e hanno lasciato gli ospedali. I dati bergamaschi La provincia di Bergamo ha registrato un incremento giornaliero di 362 positivi e 8 vittime del Covid. Dati piuttosto alti e da monitorare (era dal 27 marzo che non si registrava un numero maggiore di positivi in 24 ore: +602), che vanno comunque contestualizzati e pur sempre gestibili in rapporto alle altre province (+4.296 contagi nel Milanese, di cui 1.763 in città; +1.124 casi a Varese; +968 tra Monza e Brianza; +941 a Como; +569 a Brescia). Negli ultimi quattro venerdì si è registrata questa progressione del Covid nella Bergamasca: il 16 ottobre +38 positivi e 0 decessi; il 23 ottobre +122 contagiati e 0 decessi; il 30 ottobre +349 positivi e +2 decessi; ieri appunto +362 contagiati e +8 decessi. Il balzo anomalo dei decessi si era registrato anche sabato scorso (identico numero di vittime: +8), mentre nei giorni successivi si è oscillati tra 0 e 2 vittime quotidiane per patologie riconducibili al Covid (sono 23 i decessi riscontrati a ottobre e già 15 nei primi sei giorni di novembre). Dal 30 ottobre a ieri sono stati rintracciati in totale 1.968 positivi (media di 246 contagi giornalieri) e 25 decessi (media di 3,1). La progressione dei contagi tra Bergamo e provincia è stata costante negli ultimi cinque giorni (dai +147 del 2 novembre ai +362 di ieri). Con la crescita quotidiana dei contagi è salito anche il rapporto tra contagiati e popolazione nella Bergamasca, ora attestatosi all’1,77%. Sono 19.731 i casi positivi accertati dall’inizio dell’epidemia e 3.184 i decessi ufficiali.

I Comuni più esposti I Comuni che hanno registrato il maggior incremento di contagi in 24 ore sono Bergamo (+51 casi), Treviglio (+29), Dalmine (+11), Romano di Lombardia (+9) e Seriate (+8), con i Comuni della Bassa Bergamasca vicini al Milanese più in sofferenza rispetto ad altri. I primi dieci Comuni per contagi complessivi da febbraio sono Bergamo (2.580 casi), Treviglio (692), Albino (523), Dalmine (437), Seriate (413), Romano di Lombardia (351), Nembro (350), Alzano Lombardo (305), Stezzano (264) e Caravaggio (259). L’analisi dei dati Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano e componente del Comitato tecnico scientifico regionale, interpreta così i numeri alti giornalieri dei contagi in Lombardia, ormai arrivati a quota 10 mila: «Purtroppo siamo dinanzi agli effetti della forza espansiva del virus, dobbiamo ancora attendere i risultati delle precedenti disposizioni e sperare che quelle appena entrate in vigore diano effetti positivi.

È vero che sono stati processati tanti tamponi, ma è stata superata la soglia psicologica dei 10 mila positivi», rimarca Pregliasco, dinanzi a numeri che destano preoccupazione. «Tuttavia bisogna attendere, prima di una settimana-dieci giorni la curva non scenderà. È probabile che anche nei prossimi giorni si ripeteranno numeri intorno alle 10 mila unità giornaliere». Sul lockdown e la «zona rossa» in cui è stata inserita la Lombardia, Pregliasco invita ad abbassare i toni delle polemiche: «Le misure adottate sono opportune anche per difendere le zone più tranquille, tra cui la Bergamasca. Ed è opportuno che si sia arrivati a una scelta regionale. È normale che a qualcuno queste misure non vadano bene, ma non bisogna fare come i bambini e aspettare che si arrivi al limite per assumere delle decisioni». L’avanzata del Covid in Lombardia prosegue lungo il solco della doppia velocità, con alcune province particolarmente esposte e altre più protette: «È presumibile che il virus continuerà a circolare con questa doppia velocità, con Milano, Monza e aree limitrofe avanti per distacco. La Bergamasca può ritenersi ancora ai margini dell’ondata epidemica, rispettando però sempre le regole».

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